«L'unica grande opera utile è la messa in sicurezza del territorio»

La nuova sinistra italiana sarà un po’ più verde?

L'ambiente diventa il vero tratto distintivo di una rinnovata visione progressista

[8 novembre 2017]

Mentre dopo il non entusiasmante risultato delle elezioni siciliane la sinistra cerca di accelerare il suo processo unitario – non senza qualche ritrosia e qualche esame del grado di rosso e di purezza messi in campo –  il Movimento democratico progressista (Mdp) ha fatto trapelare un documento anticipato dall’Huffpost (che ha fatto imbufalire l’ala più radicale) che sembra essere stato già discusso con Civati,  Fratoianni, Montanari e la sinistra del Brancaccio e che vorrebbe essere la base politico programmatica della “nuova sinistra”.

Non si tratta del solito documento pre-elettorale per mettere insieme una coalizione raccogliticcia che si dividerà il giorno dopo il risultato di elezioni che non si annunciano facili, ma di un documento che cerca di definire un percorso per l’oggi e il futuro e che – questa è una vera novità – mette molto verde nel rosso che nuovamente torna a sventolare. Una novità che riprende alcuni temi ambientali cari al defunto Ulivo, ma ancora più importante per un movimento come l’Mdp che nelle sue pratiche di governo – ai tempi dei Ds e poi del PD  – non aveva certo brillato nell’attuazione di quei programmi e non aveva certo messo un freno alle grandi opere inutili.

Il “manifesto” parte dalle nuove e vecchie ineguaglianze approfondite dal dominio neoliberista e dall’avanzata della forze regressive e xenofobe in molti Paesi europei dicendo che «Può essere arrestata non da piccole o grandi coalizioni a difesa dell’establishment e di un ordine sociale ormai insostenibile, ma solo da una grande alleanza civica e di sinistra, che ristabilisca la centralità del valore universale dell’eguaglianza. La crescita delle diseguaglianze è oggi principale fattore di crisi dei sistemi democratici».

E aggiunge che «Non regge più il modello di sviluppo basato su alti livelli di inquinamento, su uno spreco insostenibile di materie prime e di consumo del territorio. Vogliamo con la nostra lista essere parte integrante di quel movimento ambientalista che in tutto il mondo si batte per avviare un’ambiziosa transizione verso una ”economia circolare”, per fermare i cambiamenti climatici riconvertire ecologicamente l’economia, liberarsi dalla dipendenza dei combustibili fossili, affermare nuovi modelli di consumo, raggiungere l’obiettivo di rifiuti zero, garantire la sicurezza alimentare e gli approvvigionamenti idrici».

La novità è che la battaglia per «riportare il lavoro e la sua dignità al centro della società» e contro la precarizzazione nel «Paese con il lavoro più precario d’Europa, e con il più alto tasso di disoccupazione giovanile» parte sì dalle discriminazioni salariali tra uomo e donna e dalla scuola e da una cultura che  formino «cittadini sovrani e non consumatori o clienti» ma parte anche dal rilancio del welfare pubblico universalistico e da un «Grande piano di lavoro e investimenti pubblici, da cui far passare il rilancio del welfare e la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, delle case. Bisogna superare la logica delle Grandi Opere, del consumo di suolo e dello Sblocca Italia: l’unica grande opera utile è la messa in sicurezza del territorio». Perché «L’obiettivo imprescindibile della piena occupazione dipende infatti anche dalla riattivazione di forme di intervento pubblico nell’economia, che mettano finalmente l’ambiente e il clima al centro della politica e del modello di sviluppo del Paese. Tutto questo sarà possibile se sapremo ripristinare un sistema di reale equità e progressività fiscale (come previsto dall’articolo 53 della Costituzione), capace di spostare il prelievo dal lavoro alle rendite e ai grandi patrimoni, nonché avviare una lotta senza quartiere all’evasione di chi ha di più, a partire dalle grandi multinazionali ai paradisi fiscali: la custodia dell’ambiente diventa infatti il vero tratto distintivo di una rinnovata visione progressista».

Se son rose (rosse) fioriranno. Staremo a vedere, ma toni e argomenti rappresentano già una rottura col recente passato.