La nuova storia dell’acciaio italiano riparta da quello riciclato

[8 maggio 2015]

L’acciaio è il materiale più riciclato in Europa: gli imballaggi risultano più facili di altri da differenziare, e le caratteristiche dell’acciaio permettono di riciclarli praticamente all’infinito senza che vengano perse le sue intrinseche qualità. E L’Italia, con la vitalità industriale nel settore dell’acciaio da rilanciare, potrebbe trarre grande giovamento facendo leva sulle materie prime seconde più di quanto non faccia adesso.

Anche perché il contesto attuale si dimostra favorevole. Nel 2014 gli indicatori operativi resi noti oggi da Ricrea – il Consorzio nazionale senza scopo di lucro per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in acciaio – nel corso dell’assemblea annuale segnalano dati positivi sia per la quantità di imballaggi immessi a consumo (+6,9%, nonostante la perdurante crisi dei consumi italiani), che per la quantità di raccolta (+7,8%) e riciclo (+4,9%).

«Per Ricrea – spiega Fusari – la sfida dei prossimi anni sarà far fronte alle minori entrate dovute alla riduzione del contributo ambientale e al maggior impegno nei confronti dei Comuni. Per vincerla puntiamo su una ulteriore implementazione del sistema delle aste, che abbiamo introdotto a partire dal secondo semestre del 2014 e che ha mostrato da subito la sua validità: le aste garantiscono la massima trasparenza nell’assegnazione agli operatori dei quantitativi oggetto della raccolta differenziata e ci consentono di ottenere una migliore valorizzazione della cessione degli imballaggi raccolti. Inoltre puntiamo sull’incremento della vendita diretta alle acciaierie, in cui i contenitori in acciaio raccolti rinascono a nuova vita».

Grazie alle 335.854 tonnellate di acciaio recuperato dagli imballaggi in Italia, nel 2014 si è comunque già ottenuto un risparmio diretto di 638.122 tonnellate di minerali di ferro e di 201.512 tonnellate di carbone, oltre che di 601.178 tonnellate di CO2. Un punto di forza industriale, oltre che ambientale.