La pandemia non risparmia le rinnovabili, Anev: «L’industria dell’eolico rallenterà»

«È assolutamente necessario che il Governo intraprenda iniziative a tutela dei progetti in essere, e dall'altro di recuperare i contingenti non assegnati nelle procedure competitive del Gse»

[20 Aprile 2020]

Di fronte alla pandemia il comparto delle energie rinnovabili si sta rivelando più resiliente dell’oil&gas – i prezzi del petrolio sono i più bassi da venti anni –, ma di certo non può considerarsi immune: nell’ultimo webinar organizzato dalla World wind energy association (per l’Italia ha partecipato l’Anev) tutti i relatori sono giunti alla conclusione che «l’attuale crisi sanitaria avrà un impatto globale sullo sviluppo del mercato nel 2020, cosicché l’industria eolica mondiale subirà un rallentamento generale della maggior parte dei mercati», come spiegano dall’Associazione nazionale energia del vento.

Come nella maggior parte dei settori industriali, l’interruzione delle catene di fornitura internazionali e gli ostacoli normativi a livello nazionale stanno infatti ostacolando l’eolico. «Per quanto riguarda il nostro Paese – dettagliano dall’Anev – l’attuale emergenza sanitaria significherà un rallentamento delle nuove installazioni a causa del blocco attuato per le attività e per il rifornimento delle componentistica, ma anche per il blocco delle attività amministrative e istituzionali in corso. Per questo motivo è assolutamente necessario che il Governo nazionale intraprenda iniziative a tutela e salvaguardia delle progetti in essere, garantendo da un lato il mantenimento in vita delle autorizzazioni e di tutti gli atti in esse compresi per evitarne il decadimento (che metterebbe a serio rischio il raggiungimento degli obiettivi nazionali), e dall’altro di recuperare i contingenti non assegnati nelle procedure competitive del Gse in procedure successive a quelle attuali».

Accorgimenti normativi indispensabili per mantenere a galla il comparto eolico, che ha dimostrato negli ultimi anni di saper sfruttare il vento in poppa – come mostrano le statistiche internazionali della World wind energy association (Wwea) – quando gliene viene data l’opportunità. La capacità eolica in tutto il mondo ha infatti raggiunto i 650,8 GW, ovvero 59,7 GW in più rispetto al 2019. Il 2019 è stato il secondo anno di vento forte in termini di mercato, con un tasso di crescita del 10,1 % (superiore al 9,3% dell’anno precedente, ma inferiore a quello del 2016 e del 2017); in altre parole l’installato al 2019 potrebbe coprire oltre il 6% della domanda globale di energia elettrica.

Lo sviluppo del comparto ha prodotto però performance molto diverse tra loro a seconda del contesto territoriale osservato: la Cina e gli Stati Uniti hanno mostrato entrambi forte crescita con 27,5 GW rispettivamente 9,1 GW di nuove installazioni – in entrambi i casi si tratta di record rispetto agli ultimi cinque anni – mentre la maggior parte dei mercati europei ha risentito di politiche insufficienti e ha dovuto affrontare un forte calo. A maggior ragione, dunque, è necessario oggi intervenire a sostegno del settore per non incrementare i divari internazionali accumulatisi dopo anni di politiche inadeguate a sostegno delle rinnovabili.