La Regione punta sull’economia circolare per il rilancio della costa toscana

Al progetto saranno destinati 2,5 milioni di euro, cui si sommano i complessivi 70,8 individuati (ma ancora non spesi) per le bonifiche

[12 maggio 2017]

Solo per recuperare il gap occupazionale che la separa con l’entroterra regionale, allargatosi a dismisura in questi anni di crisi, la costa toscana dovrebbe creare 18mila nuovi posti di lavoro. Basta questo numero fornito dall’Irpet per capire come mai chi sulla costa abita, rispondendo a un sondaggio Ipsos promosso dal Pd regionale, abbia indicato come priorità politica sulla quale intervenire il tema del lavoro e della crisi occupazionale (con circa il 60% delle risposte). Dal medesimo sondaggio emerge anche una visione alquanto bucolica della strada da intraprendere per recuperare questi posti di lavoro: la stragrande maggioranza dei cittadini interrogati individua soprattutto nel turismo (per il 40% al primo posto) e nell’agricoltura (26%) le priorità sulle quali puntare.

Dando prova di maggiore realismo, accanto alle potenzialità turistiche ed agroalimentari dell’area, nel Piano strategico per lo sviluppo della costa la Regione toscana individua tre macroambiti  (infrastrutture, lavoro e attività produttive, ambiente) e indica la necessità di realizzare una «riconversione delle attività produttive della costa in direzione dell’adozione di tecnologie a basso impatto ambientale e dell’utilizzo sostenibile di materiali, energia e territorio».

In che modo? Il Piano strategico approvato a marzo dalla Regione (e disponibile in allegato, ndr) ha visto ieri la certezza dei primi finanziamenti: come ha spiegato l’assessore al bilancio Vittorio Bugli, fin dalla prossima variazione di bilancio e dal Defr 2017 verranno individuate alcune risorse da destinare allo sviluppo sostenibile della costa. Nel dettaglio, 1 milione di euro sarà destinato a finanziare il comparto del turismo, mentre 150mila euro serviranno per avviare la procedura di unificazione dei poli tecnologici locali. Allo sviluppo dell’economia circolare «saranno destinati 2,5 milioni di euro», mentre per quanto riguarda specificamente il lato delle bonifiche «è stato confermato uno stanziamento pari a 1,8 milioni nel bilancio regionale cui se ne aggiungono 47 derivanti da delibera Cipe e 22 previsti con fondi Fsc».

Al proposito è evidente che sarà indispensabile unire alla progettualità un’effettiva capacità di spesa, dato che i 47 milioni citati sono quelli riferiti alle bonifiche nel Sin di Piombino (in Toscana ve ne sono altri tre, a Livorno, Massa Carrara e Grosseto), stanziati nel 2014 eppure ancora non erogati.

Per il resto, si legge nel Piano approvato, l’obiettivo della «Iniziativa pilota di Regione Toscana sulla economia circolare è quello di definire una politica di medio-lungo termine per la creazione di una ‘filiera industriale’ per l’economia circolare che possa essere replicata a livello regionale», con due principali linee d’indirizzo.

La prima, mobilitare e integrare «le diverse iniziative regionali nel campo della ricerca e innovazione con un piano di acquisti pubblici pre-commerciali». La seconda, realizzare «un dimostratore scientifico-tecnologico delle fattibilità tecnica ed economica di alcune tecnologie critiche di disassemblaggio mediante linee di automazione che vedano la convivenza di robot intelligenti e operatori umani e di processi avanzati chimico-fisici e biologici, anche in sinergia con l’iniziativa “Fabbrica del Futuro” della REA di Rosignano o con realtà quali, ad esempio, Rimateria e Polo Smantellamento di Piombino».

Senza dimenticare che già oggi la normativa impone alla Pubblica amministrazione di sostenere il mercato dei prodotti “green” secondo i principi del Green public procurement (sovente inapplicati), e che la maggiore lacuna che blocca ulteriori sviluppi nel mercato dei prodotti tecnologici non è di natura tecnologica ma economica (per la rinnovabilità della materia non è previsto alcun incentivo, al contrario di quanto accade per la rinnovabilità dell’energia), sarà di grande interesse osservare come la Regione sceglierà di concretizzare le priorità individuate per lo sviluppo dell’economia circolare sul territorio.

«Tale Piano – si anticipa all’interno dei documenti approvati – comprenderà modelli di economia circolare specifici per ciascuno dei principali distretti produttivi e siti di interesse nazionale della Toscana. Per realizzare questo obiettivo verrà costituito un gruppo di lavoro di circa 10 persone che dovrà presentare le proprie conclusioni entro il 31 ottobre 2017».