Dopo oltre un anno di sperimentazione con l’Università di Firenze, promosso da CoSviG e Enel, il percorso prosegue con istituzioni e imprenditori

La spirulina geotermica è un successo: possibili nuovi investimenti sul territorio

Può nascere in Toscana la prima filiera in grado di unire la coltivazione di una risorsa rinnovabile con la produzione carbon free della nota microalga, un prodotto d’eccellenza su più fronti, dal cibo alla salute, fino alla cosmetica

[6 luglio 2018]

Come forse nessun’altra fonte rinnovabile, la geotermia si presta allo sviluppo sostenibile dei territori che sanno metterla a frutto non solo producendo energia pulita, ma anche alimentando ampie occasioni di diversificazione economica: un caso che ormai sta facendo scuola è quello di Chiusdino in Provincia di Siena, dove nel gennaio 2017 Enel Green Power e Co.Svi.G. (Consorzio Sviluppo Aree Geotermiche) decisero di investire 100mila euro a testa per sperimentare la coltivazione dell’alga spirulina grazie a innovative serre alimentate sia dal calore geotermico sia dalla CO2 in uscita dalla locale centrale geotermica – e sostitutiva di emissioni naturali –, entrambi fattori utili nel favorire l’attività di questa preziosa alga azzurra.

L’impianto pilota nato da quell’accordo è stato promosso anche dall’Università di Firenze, che attraverso lo spin off “Fotosintetica e Microbiologica” ha curato lo sviluppo degli inoculi, la realizzazione dell’impianto stesso e la supervisione del personale Co.Svi.G. impiegato; dopo i risultati più che incoraggianti già mostrati a marzo (i costi calano del 30% e la produzione cresce del 25% rispetto alla produzione standard), ieri i dati aggiornati sono stati presentati presso la Villa Ginori Conti di Castelnuovo Val di Cecina alla presenza del dirigente della Regione Toscana alle politiche regionali per l’attrazione degli investimenti Filippo Giabbani, dei sindaci delle aree geotermiche, del responsabile geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, di Loredana Torsello del Co.Svi.G. e di Niccolò Bassi dello spin off, oltre che di imprenditori del settore.

I risultati della coltivazione sperimentale, che ha visto coinvolti due tecnici del CegLab (laboratorio del Centro di eccellenza per la geotermia di Larderello) di Co.Svi.G., confermano infatti notevoli vantaggi nell’utilizzo della geotermia per la coltivazione della spirulina, aprendo a interessanti possibilità di business e dunque di lavoro per il territorio.

Non a caso anche le Amministrazioni comunali hanno accolto favoriva indicando nel possibile sviluppo di una filiera per la coltivazione delle alghe una importante opportunità occupazionale ed economica per i territori geotermici. Come ricordano da Enel, infatti, l’alga spirulina rappresenta un prodotto di eccellenza su più fronti, dal cibo alla salute, fino alla cosmetica. Si tratta di un integratore alimentare naturale, ricco di proprietà nutritive ed energizzante, in grado di prevenire le malattie cardiovascolari, utilizzato inoltre per “arricchire” cibi come il formaggio, la pasta, il pane e il gelato, oltre a rappresentare una possibile fonte di principi attivi per l’industria farmaceutica ed un colorante naturale utilizzato in campo alimentare. Ad oggi però circa il 90% della spirulina che si trova sul mercato italiano ed europeo proviene dalla Cina: un impianto locale potrebbe cambiare le carte in tavola.

Da notare poi che gli stessi benefici ottenuti nell’ambito di questa sperimentazione potrebbero essere conseguiti anche dall’impiego della geotermia per la coltivazione in contemporanea o in successione di microalghe differenti, dalle quali possono essere ottenuti prodotti destinati ad altri settori oltre a quello nutraceutico, come ad esempio biofertilizzanti e biocarburanti, aprendo ulteriori occasioni di sviluppo sostenibile, creando le condizioni per favorire positive integrazioni nei processi di industrie florovivaistiche, alimentari e farmaceutiche già presenti sul territorio e capace di unire le esigenze ambientali con quelle sociali ed economiche.

Ecco dunque perché la seconda fase dell’iniziativa comincerà adesso con un percorso da fare insieme agli imprenditori interessati, per promuovere investimenti con il supporto di Co.Svi.G., delle istituzioni locali e regionali. L’obiettivo finale auspicato è di creare, attraverso la geotermia, una filiera unica nel settore che, oltre alla coltivazione della spirulina, preveda anche i successivi processi di essiccazione del prodotto, confezionamento e commercializzazione, a beneficio dell’ambiente (l’attività è carbon free) e dei territori.

Parallelamente sarà avviata una seconda fase di sperimentazione e di collaborazione con lo spin off dell’Università di Firenze per la formazione degli addetti, i processi di qualificazione del prodotto e di certificazione della qualità della produzione. Non ultima, sarà avviata un’indagine sulle potenzialità di questa attività, a partire da una ricerca di mercato per individuare i prodotti più richiesti e a maggior valore aggiunto. I risultati dovrebbero favorire l’attività di valutazione dei possibili investitori rendendo più robusti i business plan chiamati a supportare le scelte degli imprenditori interessati: senza dimenticare che, per questi ultimi, il fondo geotermico potrà mettere a disposizione risorse finanziarie e strumenti di facilitazione per l’accesso al credito che potranno migliorare il profilo di sostenibilità finanziaria degli investimenti mobilitati.