L’Africa non ce la farà a rispettare gli obiettivi di sviluppo sostenibile per i bambini (VIDEO)

Mappe precise rivelano notevoli disparità su salute e istruzione all'interno delle nazioni africane

[1 marzo 2018]

Il nuovo studio “Mapping child growth failure in Africa between 2000 and 2015”, pubblicato su Nature da un nutrito team internazionale di scienziati guidato dall’ Institute for health metrics and evaluation (Ihme) dell’università di Washington – Seattle rivela che, mentre quasi tutte le nazioni africane hanno almeno una regione in cui la salute dei bambini sta migliorando, si prevede che nessun Paese riesca a sconfiggere la malnutrizione infantile entro il 2030, uno dei principali  Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu (Sdg).

La ricerca, insieme all’altro studio “Mapping local variation in educational attainment across Africa”, pubblicato sempre su Nature, coprono  il periodo dal 2000 al 2015 e mappano l’intero continente africano in con una risoluzione di 25 Km2, Secondo i ricercatori Ihme  »Le mappe nazionali e provinciali dell’educazione e della nutrizione in Africa nascondono spesso disuguaglianze a livello di comunità». Per esempio, la mappatura della crescita e della scolarizzazione di base dei bambini a livello locale fornice alle parti interessate – dai medici e insegnanti ai donatori e ai responsabili politici – informazioni su dove indirizzare le risorse per migliorare la vita in Africa.

In un commento ai due studi, l’ex segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, sottolinea che «E’ fondamentale investire nei dati. Le lacune nei dati minano la nostra capacità di indirizzare le risorse, sviluppare politiche e monitorare la responsabilità. Senza dati validi, voliamo alla cieca. Se non riesci a vederlo, non puoi risolverlo».

Gli studi sono stati finanziati dalla Bill & Melinda Gates Foundation nell’ambito di un finanziamento quinquennale che consentirà ai ricercatori dell’Imme di mappare una serie di parametri sanitari a livello globale su una scala di 25 Km2. I ricercatori  sottolineano che «L’educazione e la nutrizione sono fattori critici per la salute e le opportunità future. Gli aumenti dell’istruzione di base, in particolare delle giovani donne, sono legati al miglioramento della salute di madri e bambini. Tuttavia, un’alimentazione inadeguata impropria, soprattutto prima dei 5 anni, è strettamente associata a problemi di salute e di sviluppo del cervello, nonché a un aumento dei rischi di malattia e di morte prematura».

Simon I. Hay, autore di entrambi gli studi e direttore Geospatial Science all’Ihme, evidenzia che «L’istruzione, come altri investimenti sociali, è strettamente correlata alla salute e al benessere delle persone, sia in Nigeria che in Olanda. Affinché gli investimenti nella salute globale possano portare a progressi sostenibili verso gli Sdg relativi alla salute, ulteriori sforzi – intenzionali – devono affrontare le disuguaglianze sociali che causano le disparità persistenti in materia di salute».

I due  studi esaminano gli anni di istruzione media per maschi e femmine tra 15 e 49 anni, e il cosiddetto “fallimento della crescita infantile”, definito come altezza e peso insufficienti per una data età e visibile attraverso l’arresto della crescita, il deperimento e il sottopeso tra i bambini sotto i 5 anni Stime precedenti sulla scuola di base a livello nazionale e provinciale dimostravano che molti Paesi africani avrebbero raggiunto l’Sdg 4, che mira a ridurre, entro il 2030,  le disparità educative basate sul reddito, il  genere e la il posto in cui si abita. Ma , i ricercatori hanno scoperto che «Le mappe nazionali e provinciali potrebbero essere fuorvianti, poiché i residenti di molte altre comunità hanno livelli significativamente più bassi di scolarizzazione e quindi potrebbero essere trascurati nelle decisioni di finanziamento dell’istruzione». I ricercatori dicono anche che «L’Sdg 2, che riguarda la malnutrizione, la fame e la sufficienza alimentare, non è probabilmente raggiungibile per nessuna nazione africana entro il 2030».

Per quanto riguarda il sottopeso e la crescita dei bambini c’è stato un buon progresso in Algeria, Burkina Faso, Guinea equatoriale, Gabon, Ghana, Mozambico e Nigeria meridionale; la prevalenza del sottopeso è diminuita significativamente in Rwanda e, in misura minore, in alcune aree della Repubblica democratica del Congo (Rdc) e dell’Angola. Tuttavia, i ricercatori hanno trovato una prevalenza dell’arresto della crescita, del deperimento e sottopeso in 14 Paesi del Sahel che vanno dal Senegal all’Eritrea a est. Per esempio, nel 2015, in Sud Sudan, Ciad, Etiopia, Somalia e Nigeria settentrionale c’erano ancora vaste regioni con alti livelli di arresto della crescita, deperimento e sottopeso nei bambini.

Per quanto riguarda l’istruzione, i  ricercatori hanno scoperto ampie differenze per gli anni di istruzione di base tra le persone che vivono nelle aree rurali e urbane e tra maschi e femmine in molte aree in tutta l’Africa. Ad esempio, in Nigeria, la media nazionale per l’istruzione di base nel 2015 era di 7 anni, ma c’erano ampi divari tra le comunità del nord e del sud, che vanno da soli due anni in alcune comunità del nord e 10 anni di media in alcune comunità del sud. Lo studio ha anche trovato bassissimi  livelli di istruzione in 14 Paesi del Sahel: in alcune aree del Sud Sudan, della Nigeria settentrionale e del Kenya settentrionale le donne in età riproduttiva (15-49 anni) nel 2015 in media  avevano frequentato la scuole per meno di due anni.

Tuttavia, gli studenti in diverse nazioni africane restano a scuola più a lungo. Tra il 2000 e il 2015, c’è stato un significativo aumento degli anni di istruzione di base, in particolare tra i 20-24 anni (quelli di età compresa tra 5 e 9 anni all’inizio del periodo di studio), nelle aree urbane della Nigeria, Kenya, Ghana , Sudan e Sud Africa. Normalmente i maschi avevano in media più anni di istruzione di base rispetto alle femmine. Tra il 2000 e il 2015, il divario spesso sostanziale tra istruzione maschile e femminile in questi Paesi è cambiato poco. Le aree particolarmente vulnerabili, con livelli molto bassi di istruzione di base, includono le  aree rurali della Nigeria, dell’Etiopia, del Niger e dell’Uganda.

Hay conclude:  «Gli studi richiamano anche l’attenzione sulla necessità di maggiori progressi per raggiungere gli obiettivi dell’Onu. Le mappe non solo aiutano a rivelare gli “hot spots”  locali dei bassi livelli di istruzione e di scarsa nutrizione dei bambini, ma anche a far luce sulle comunità che attuano programmi educativi e nutrizionali di successo negli ultimi 15 anni, da cui possiamo imparare. La salute pubblica di precisione è un nuovo campo di studio che sarà prezioso per i prossimi 12 anni per aiutare ad indirizzare le risorse in modo efficace ed equo, mentre i Paesi si sforzano di raggiungere i loro Sustainable Development Goal».

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