L’ambientalismo e le elezioni. Rossella Muroni: chiedetemi se sono felice

Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai

[9 marzo 2018]

Ci sono molte cose che porterò con me. Innanzitutto ho imparato tantissime cose, che per me vuol dire essere viva. Ho conosciuto tantissime persone e per me rimane la cosa più bella al mondo. È stata l’esperienza più difficile della mia vita e chi mi conosce sa che non ho avuto una vita semplice.

E’ stata anche l’esperienza più coinvolgente di sempre. Non l’avrei superata se non avessi avuto innanzitutto 4 donne speciali accanto a me. Sono loro molto grata perché hanno saputo capire quando avevo bisogno di ridere e quando ci voleva una spinta. Alessandra, Alice, Maria e Annalisa sono la dimostrazione che le donne sanno scalare montagne in cordata senza che nessuna resti indietro o si senta troppo stanca per proseguire. Sono tante le donne straordinarie che ho conosciuto in queste settimane, non le nominerò tutte ma ognuna di loro mi ha insegnato qualcosa con complicità e amicizia. Sono loro molto grata e per tutte ringrazio Luciana Castellina che con saggia generosità mi ha accompagnata in questo percorso impervio e Valentina Carella che con la sua gioventù travolgente mi ha riempita di responsabilità e tenerezza. Valentina mi ha fatto conoscere Teobaldo che oggi lotta contro la Sla ma da sempre lotta contro le ingiustizie e mi ha fatto promettere che non avrei fatto come gli altri che una volta eletti spariscono dal territorio.

Ci sono molti uomini che hanno creduto in me: Pie(t)ro innanzitutto che ho visto sfidare i marosi con spalle salde come la roccia; Massimo che ha preso un aereo dai tepori di Fuerteventura per starmi anche fisicamente accanto negli ultimi giorni in mezzo alla neve; Sandro che si è preso cura dei nostri figli e Lucio che si è gettato senza paura nella mischia accanto a me; Francesco e Roberto che non mi hanno mai mollato soprattutto mentre vacillavo e chi con una poesia, una canzone, un abbraccio non si è mai stancato di ricordarmi che valevo ed ero forte anche quando davo il peggio di me.

E poi c’è la mia associazione, Legambiente, che ha saputo essere autonoma dalle mie scelte ed insieme umanamente solidale: non dimenticherò mai chi si è alzato tra il pubblico presentandosi come circolo locale e dicendo a tutti che avevano avuto una delle parti migliori di Legambiente e che quindi dovevano averne molta cura. Grazie anche a chi mi ha abbandonato e a chi mi ha detto “voi politici” o “sei una pivellina” anche se conosceva il mio impegno ventennale: ho capito che avevo ragione ad uscire dal recinto ed andare in avanti perché la politica non ascolta il paese ma il paese – anche l’associazionismo – ha smesso di parlare alla politica. La contesta, la provoca, ci flirta, le chiede favori ma ha smesso di chiederle conto e di provare ad influenzarla. Semplicemente non ci crede più se non facendo il tifo stile stadio per cui o sei con me o contro di me. Da questo punto di vista Legambiente rimane un’eccezione e io ne sono molto orgogliosa.
Sei felice? mi chiedono. Si certo! rispondo in automatico temendo di sembrare ingrata.

Sono felice? certo ma anche no….perché penso ai tanti rimasti fuori, a partire da Anna Falcone e Pippo Civati. Senza di loro mi sento più debole e un po’ in colpa. Mi sento anche in colpa per non aver capito la portata di ciò che ci stava arrivando addosso, di non aver saputo ascoltare, vedere.

Io non ho analisi politiche pronte da fare. Ne ho lette molte in questi giorni e alcune le trovo anche condivisibili. Voglio prima provare a capire, con umiltà. Tornando sul territorio. Capire perché ad esempio il produttore di olio biologico umbro che fino a ieri votava PD sceglie di votare Lega avendo paura della concorrenza dell’olio tunisino…..dovevamo capirlo anche noi, prima di tutti.

Noi a parlare di sinistra e le persone a chiudersi le orecchie che le risposte tanto non arrivavano.

Ecco, non so cosa mi aspetta nelle prossime settimane ma mi metto a disposizione delle tante donne e dei tanti uomini che in queste settimane hanno fatto campagna elettorale e che mi hanno portata in Parlamento. Il mio seggio è scattato in Salento ma io ho un debito con tanti territori.

Sono felice? sì, se riuscirò ad essere loro utile.

di Rossella Muroni, deputata di Liberi e Uguali