L’amianto in Toscana, tra sorveglianza sanitaria e bonifiche a rilento

Si stima la presenza sul territorio di almeno 2 milioni di tonnellate d’amianto, ma le discariche dove poterlo smaltire in sicurezza non ci sono (e vengono osteggiate)

[27 aprile 2018]

Il 28 aprile di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata dedicata alle vittime dell’amianto, una ricorrenza che in Toscana assume contorni molto significativi: si stima siano 30.000 i lavoratori toscani che dagli anni ’60 sono stati esposti all’amianto, la cui messa al bando nel nostro Paese risale al 1992, con la legge 257. Dal 3 aprile dell’anno scorso, i soggetti che nel corso della loro vita professionale sono stati esposti ad amianto in maniera significativa (almeno 5.600) possono beneficiare di un programma di sorveglianza sanitaria a loro specificatamente rivolto.

«In occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto – commenta oggi l’assessore al diritto alla Salute, Stefania Saccardi – voglio esprimere prima di tutto vicinanza e solidarietà a coloro che sono stati colpiti da malattie causate dall’amianto e alle famiglie delle persone che hanno perso la vita a causa dell’amianto. Il nostro programma di sorveglianza sanitaria per gli ex esposti ad amianto è offerto gratuitamente, grazie all’attivazione di uno specifico codice di esenzione regionale – spiega l’assessore – La sorveglianza offerta dal sistema sanitario della Toscana ha attuato immediatamente i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) approvati nel 2017 ed ha anticipato di quasi un anno l’attuazione dell’Intesa di Conferenza Stato-Regioni del 22 febbraio 2018, che ha disciplinato a livello nazionale la sorveglianza. Per promuovere la sorveglianza abbiamo firmato accordi di collaborazione con i patronati di Cgil, Cisl e Uil, con Epasa-Itaco, il patronato della Cna e di Confesercenti e con Amnil».

Dal 3 aprile al 31 dicembre 2017 gli ambulatori di Prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dei Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie hanno già visitato circa 700 persone; le persone non chiamate direttamente, ma che ritengono di rientrare nei requisiti sopra indicati, possono partecipare alla sorveglianza con un accesso spontaneo, telefonando ad uno degli ambulatori di Prevenzione, igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro del Dipartimento di prevenzione della propria Asl.

Per il momento la Regione Toscana ha stanziato (fino al 2018) per il programma un finanziamento di 1.134.000 euro, mentre quelli per gli anni successivi saranno riconsiderati proprio alla luce dell’esperienza che sarà svolta fino al 2018 e alla luce delle eventuali novità sull’appropriatezza del percorso sanitario individuato.

Un lavoro accanto al quale è però necessario affiancarne un altro altrettanto importante, che riguarda la bonifica dell’amianto ancora presente sul territorio regionale – nonostante sia al bando ormai da oltre un quarto di secolo –, problema che la Toscana condivide con il resto del Paese. A spiegarlo è oggi Legambiente, all’interno del rapporto Liberi dall’amianto? (da cui è tratta la tabella qui a fianco), dove l’associazione ambientalista ricorda quale sia il principale collo di bottiglia dove si ferma l’opera di bonifica, ovvero la mancanza di discariche autorizzate dove smaltire in sicurezza i materiali contenenti amianto bonificati. «Il numero esiguo di discariche presenti nelle Regioni – spiega il direttore generale del Cigno verde e membro del think tank di greenreport, Giorgio Zampetti – incide sia sui costi di smaltimento che sui tempi di rimozione, senza tralasciare la diffusa pratica dell’abbandono incontrollato dei rifiuti».

La Toscana non sfugge a questo paradosso. Mentre sul territorio la realizzazione di semplici moduli di discarica autorizzati allo smaltimento dell’amianto (neanche discariche dedicate completamente allo scopo, dunque) viene frequentemente contrastata dalla cittadinanza, che li percepisce come un pericolo, il vero pericolo continua a circondarci ogni giorno. L’amianto libero è disseminato ovunque: nonostante la Toscana rientri tra le Regioni che smaltiscono più amianto a livello nazionale (59.638 tonnellate nel 2015, il 26,2% del dato italiano), sono almeno 1.145 i siti ancora da bonificare ed è nota almeno dal 1999 «una strutturale carenza di impianti per lo smaltimento». In altre parole, si stima la presenza in Toscana di almeno 2 milioni di tonnellate d’amianto, senza sapere dove metterlo.