Larderello, la manifestazione in difesa della geotermia raccoglie sempre più adesioni

La maggioranza silenziosa, favorevole alla coltivazione sostenibile di questa fonte rinnovabile, si dà appuntamento il 1 dicembre

[28 novembre 2018]

Prosegue di gran carriera l’organizzazione della manifestazione indetta a Larderello il 1 dicembre da parte del movimento di cittadini Geotermia Sì, per scongiurare lo stop agli incentivi finora rivolti al settore da parte del ministero dello Sviluppo economico. Le dichiarazioni appena rilasciate dal sottosegretario Davide Crippa (M5S), che parla di «ingiustificati allarmismi provocati da alcune associazioni di categoria e amministrazioni regionali», non hanno infatti contribuito a rasserenare gli animi.

«Per quanto riguarda l’attuale industria geotermica – spiegano infatti da Geotermia Sì – se dovessero sparire gli incentivi per i nuovi impianti geotermici, nei prossimi cinque anni (2019-2024) potrebbero essere circa 600 i milioni di euro di investimento a cui Enel Green Power potrebbe rinunciare. Rimarrebbero quindi le risorse per le attività per la manutenzione e il restyling tecnologico delle centrali esistenti», ovvero attorno ai 70 milioni di euro l’anno, con pesantissime ricadute in termini occupazionali e di miglioramento delle performance ambientali.

Come argomenta il sindaco di Pomarance Loris Martignoni, in una lettera inviata proprio al Mise, tagliare gli incentivi significa «ignorare la reale natura economica della geotermia, una rinnovabile ad alto rendimento (fornisce attualmente il 30% della energia elettrica utilizzata in Toscana) che dalle verifiche effettuate dagli organismi pubblici di controllo non mostra evidenze scientifiche o criticità particolari relative alle emissioni in atmosfera ed allo stato di salute delle popolazioni dei comprensori geotermici. A dimostrazione di ciò si vedano gli ultimi progetti presentati, nello specifico quello di PC6, che prevede, come risulta nella relazione di Via ancora da firmare in Regione, un abbattimento pressoché totale delle emissioni e la cattura della CO2 per un reimpiego secondo i principi dell’economia circolare con l’impegno a rivedere verso il basso le emissioni dell’intera area che verrebbero abbattute ulteriormente. L’incentivazione della produzione è quindi irrinunciabile, sia pure legata ad obiettivi di sempre maggiore efficienza e sicurezza ed allo sviluppo delle migliori tecnologie tra cui lo studio del sistema binario a reiniezione totale. In ultimo e cosa ancor più grave – chiosa Martignoni – emerge chiaramente dal parte del ministero la mancanza di percezione della reale volontà delle popolazioni dei territori geotermici, che non può essere rappresentata e riassunta semplicemente nelle discutibilissime valutazioni dei vari Comitati no geotermia».

La maggioranza silenziosa, favorevole a una coltivazione sostenibile della geotermia, troverà dunque nella manifestazione del 1 dicembre un momento di aggregazione, che sta coinvolgendo fette sempre più ampie della società civile. Tra le ultime adesioni spiccano ad esempio quelle della Cgil, della Uil, della Cisl come anche dell’Anpas, della Confesercenti Toscana Nord o di molte imprese attive nell’area del monte Amiata.

«Lo sviluppo sostenibile della coltivazione geotermica è possibile ed è proprio l’Amiata – spiegano le venti imprese firmatarie dell’appello – a dimostrarlo. Non si può pensare, infatti, all’Amiata come un’isola senza geotermia e senza imprese, un giardino ideale dell’Eden che tragga le sue risorse soltanto dal turismo e dall’agricoltura. Non è un modello di vita che regge. Lo schema di decreto ministeriale varato dal governo esclude l’energia geotermica dalle risorse rinnovabili. Non è una regolamentazione, ma un taglio. Gli effetti sarebbero disastrosi».

Una realtà dei fatti per la quale l’intera Cgil Toscana «aderisce ed esprime il proprio sostegno alla manifestazione pubblica di sabato 1° dicembre a Larderello, promossa dai Comuni e cittadini per esprimere il proprio dissenso». Un’adesione che parte dalla solidità dei dati scientifici, come sottolineano dalla Cisl: «La geoterrnia è stata, è e sarà sempre un’energia rinnovabile,  pulita e sostenibile dal punto di vista ambientale e della salute dei cittadini. Non lo diciamo solo noi della Cisl, ma sono i dati ufficiali degli organismi preposti alla verifica delle emissioni e gli innumerevoli studi effettuati nel corso dell’ultimo decennio a sancirlo definitivamente».

«Senza incentivi sarà un disastro economico e occupazionale per un intero territorio – rimarcano dunque con forza i segretari dalla Uil e la Uiltec della Toscana, Annalisa Nocentini e Claudio Di Caro – Serve un impegno concreto per tutelare una risorsa energetica rinnovabile vitale per un pezzo importante della nostra regione».