Lavoro decente, sicuro e salubre per i giovani lavoratori

Agricoltura e edilizia i settori più a rischio. I giovani lavoratori si infortunano il 40% in più di quelli con un età superiore

[30 aprile 2018]

Per l’Onu un “giovane” è una persona tra i 15 e i 25 anni e tra i giovani lavoratori ci sono gli studenti che lavorano nel tempo libero, gli apprendisti, gli stagisti, i giovani che hanno finito o abbandonato la scuola d’obbligo, i giovani che lavorano nell’impresa familiare, i giovani imprenditori e lavoratori indipendenti. Nel 2014 nel mondo ben  374 milioni di lavoratori sono stati vittime di lesioni professionali non mortali e secondo l’international labour organization (Ilo), che sul tema ha da poco presentato il rapporto “Improving the Safety and Health of Young Workers”, attualmente nel mondo i giovani lavoratori (15 – 24 anni di età) sono 541 milioni e tra loro 37 milioni di bambini fanno lavori pericolosi. In totale rappresentano più del 15% della popolazione attiva e subiscono fino al 40% in più le lesioni professionali rispetto ai lavoratori di oltre 25 anni di età. L’Ilo sottolinea che «Numerosi fattori possono aumentare le vulnerabilità dei giovani ai rischi in materia salute e sicurezza sul lavoro, quali il loro stadio di sviluppo fisico e psicologico, la loro mancanza di esperienza professionale e di formazoone, la loro conoscenza limitata dei pericoli legati al lavoro e la mancanza di potere negoziale che può portare ad accettare dei compiti o degli impieghi in cattive condizioni di lavoro». E non è un problema che rigiarda solo i Paesi poveri: anche l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute del lavoro evidenzia che anche i giovani europei hanno una probabilità del 40% più elevata di subire un incidente sul lavoro dei lavoratori più anziani.

Quest’anno il World Day for Safety and Health at Work che si celebra il 28 aprile e il World Day against Child Labour  che si tiene il 12 giugno  hanno intrapreso una campagna comune – SafeDay 2018 – per migliorare la sicurezza e la salute dei giovani lavoratori e per mettere fine al lavoro dei bambini. L’Ilo spiega che «La campagna ha l’obiettivo di accelerare gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdg), tra i quali il target 8.8 che punta a difendere i diritti dei lavoratori, promuovere la sicurezza sul luogo di lavoro e assicurare la protezione di tutti i lavoratori entro il 2030 e il target 8.7 che mira a mettere fine al lavoro minorile sotto ogni forma entro il 2025. Per raggiungere questi obiettivi, è necessario adottare un approccio olistico mirante all’eliminazione del lavoro minorile e che incoraggi una cultura di prevenzione in materia di sicurezza e di salute del lavoro a beneficio della forza lavoro mondiale del domani».

SafeDay 2018 sottolinea l’importanza cruciale della sfide per la sicurezza e per un lavoro salubre per i giovani lavoratori, «Non solo per promuovere un lavoro decente dei giovani, ma anche per congiungere questi sforzi a quelli della lotta contro il lavoro pericoloso di bambini, così come a tutte le forme di lavoro minorile».

Infatti, come ricorda l’Ilo, «La sicurezza e la salute sul lavoro è un diritto fondamentale dell’uomo, ma non è così. Il tasso elevato di incidenti sul lavoro tra i giovani è particolarmente preoccupante perché un incidente può distruggere una vita e rovinare le prospettive di carriera, il potenziale di guadagno e il benessere generale di tutta una vita».

Ma far star male i lavoratori non è un vantaggio nemmeno per le imprese e la società: «Le cattive pratiche in materia di sicurezza e salute sul lavoro costano circa il 4% del prodotto interno lordo all’anno, cioè circa 3 000 milliardi di dollari – fa notare SafeDay 2018 – Se queste stime sono basate prima di tutto sul costo economico per le imprese e lo Stato, quando un giovane lavoratore resta infortunato, vanno allo stesso tempo persi sia anni di produttività che l’investimento nella sua educazione e formazione».

L’agricoltura è il settore nel quale lavorano più giovani nei Paesi in via di sviluppo e, insieme all’edilizia, è quello più pericoloso per i lavoratori di ogni. sia a causa della sua natura che per la frequente mancanza di formazione professionale tra lavoratori che sono molto spesso migranti, stagionali e poco qualificati. Nel mondo, circa la metà degli adolescenti che fanno lavori pericolosi lavorano nell’agricoltura.

Molti giovani lavoratori passano direttamente dalla scuola dell’obbligo (quando hanno la possibilità di frequentarla) al lavoro nel settore manufatturiero. Ragazzi e ragazze rappresentano il 10% dell’insieme dei lavratori nell’industria in Africa e il 20% in Europa orientale e in Asia centrale e occidentale. In numerosi Paesi sviluppati l’industria manifatturiera è il settore che registra la più alta percentuale di incidenti che coinvolgono i giovani lavoratori.

l’Ilo conclude: «Garantire la sicurezza dell’attuale generazione dei giovani lavoratori è anche un investimento nella sicurezza delle generazioni future e un investimento intelligente per le imprese e la società nel suo insieme. I giovani capiscono meglio di chiunque altro la realtà della loro vita professionali, le loro voci e le loro idee dovrebbero essere al centro degli sforzi miranti a garantire la loro sicurezza e la roro salute sul lavoro».