Firmato il protocollo d’intesa

Le eccellenze della ricerca pisana uniscono le forze per lo sviluppo sostenibile della Toscana

[4 settembre 2013]

Se di ripresa si vuol parlare, la strada è quella dell’integrazione fra realtà eccellenti, ricerca e sviluppo e soprattutto, in modo che possano produrre nuova e sostenibile occupazione. È con questo presupposto che è stato firmato a Firenze qualche un protocollo d’intesa fra i maggiori centri di ricerca della provincia di Pisa, che si impegnano con questo atto a promuovere politiche congiunte in un’ottica di incremento della competitività economica dell’intera regione.

Il protocollo per lo sviluppo e il consolidamento del partenariato coinvolge sia strutture di ricerca pubbliche che private, all’interno di tutto lo scenario toscano.  A porre la firma, i rappresentanti degli stessi enti promotori dell’iniziativa: Regione, Provincia di Pisa (con l’assessore Graziano Turini), Università, Scuola Normale, Scuola Sant’Anna, Comune di Pontedera (con il sindaco Simone Millozzi), centri di competenza Pontlab (sperimentazione, analisi) e Nest, l’istituto per le nanotecnologie della Scuola Normale.

«L’accordo fissa le linee operative per la costruzione di un percorso chiamato a contribuire significativamente a quella che è una delle strategia portanti del Prs (Programma regionale di sviluppo) 2011-15: l’accensione di processi di reindustrializzazione o di espansione dei settori nuovi e dinamici, per l’aumento della produttività e del lavoro», afferma l’assessore provinciale Graziano Turini.

Ricordiamo che il Prs della Regione Toscana contiene, sin dai suoi principi ispiratori, la dimensione dello sviluppo sostenibile come principio guida per la struttura economica regionale: «Nell’ambito di questa strategia – si legge nel documento – la green economy può rappresentare una delle più significative nuove opportunità economiche per il territorio toscano, così come il miglioramento della compatibilità ambientale dei processi produttivi può diventare un importante elemento di competitività, in particolare per i distretti tipici e per i servizi pubblici locali, oltre che uno stimolo a processi di innovazione e ricerca». Il nuovo accordo stipulato tra le eccellenze della ricerca pisana sarà dunque tanto più efficace quanto riuscirà a valorizzare queste premesse, in modo da contribuire alla creazione di nuovo e sostenibile lavoro all’interno dell’industria toscana.

Il protocollo firmato in Toscana fissa intanto una serie di concreti impegni, da parte dei vari attori in gioco. L’obbiettivo è di farli operare congiuntamente a progetti finanziati da Unione Europea, ministeri ed enti nazionali o imprese private (in specie sul fronte biomedicale e dello studio del danno biologico da cause genetiche o ambientali). Inoltre, con la sigla di questo accordo, i centri utilizzeranno in modo sinergico infrastrutture e attrezzature, ottimizzando le risorse con l’obiettivo di promuovere il conseguimento di brevetti e la nascita di nuove imprese.

Università, Normale e Sant’Anna potranno inoltre stipulare contratti di servizio con Pontlab e Nest, ricevendo da questi l’opportunità di avere a disposizione, a tariffe competitive, le rispettive dotazioni laboratoriali, competenze e strumentazioni. Mentre la Regione, da parte sua, garantirà sostegno a questa cooperazione scientifica anche attraverso azioni a favore delle Pmi dell’indotto, onde favorire il flusso di trasferimento d’innovazione alle imprese.

«Altro elemento qualificante dell’accordo, che avrà una durata iniziale di tre anni, è la possibilità di estenderne i contenuti a future adesioni in corso d’opera», dice il presidente della provincia Andrea Pieroni, «altri laboratori, centri universitari e di ricerca, insomma; così da allargare ulteriormente il fronte di questa positiva alleanza».