Le utility toscane alla sfida di Industria 4.0

Cispel: «La digitalizzazione può migliorare sia i processi industriali che le relazioni con i clienti, passando per una migliore gestione di reti e impianti». Ma va governata

[22 settembre 2017]

Una risposta fondata su un approccio manifatturiero – punto di forza dell’economia italiana, seconda in Europa solo alla Germania – alla sfida digitale: Industria 4.0 è un modo per rilanciare la nostra base industriale europea aumentando il tasso di innovazione e l’uso delle nuove tecnologie, una sfida che guarda da vicino anche le utility toscane (e non).

L’integrazione delle modalità organizzative aziendali con le tecnologie digitali è un processo che non si può evitare, ma si può guidare o subire, e fa una bella differenza. Confservizi Cispel Toscana ha commentato ieri l’approccio delle aziende di servizio pubblico locale a Industria 4.0 nel corso dell’evento organizzato da Ti Forma (l’agenzia formativa dell’Associazione) con Crabiz, svoltosi ieri a Firenze.

«Le utility toscane possono trarre molti vantaggi da Industria 4.0 – ha esordito il presidente Cispel, Alfredo De Girolamo – Si tratta di attività che coniugano una forte impronta industriale (in filiere di fornitura spesso importanti), a una crescente necessità di migliori rapporti con gli utenti ed i consumatori. La digitalizzazione delle procedure può quindi migliorare sia i processi industriali che le relazioni con i clienti, passando per una migliore gestione di reti e impianti. Le aziende di servizio pubblico locale dispongono poi di dati e informazioni di grande utilità, che possono essere usati per migliorare servizi e qualità della vita e delle città, in una logica open data e nel rispetto delle norme sulla privacy».

Sfide industriali, economiche e tecnologiche cui le utility sono chiamate a far fronte, potendo però partire da una base già importante. In Toscana le 150 aziende dei servizi pubblici locali associate a Cispel valgono 16mila posti di lavoro e 3 miliardi di euro di fatturato, oltre 400 milioni di euro in investimenti all’anno, costituendo un determinate volano per lo sviluppo sostenibile (o meno) dell’intera Regione. Come cambierà questo complesso mondo a causa della trasformazione digitale in corso?

Per Cispel Industia 4.0 concretizza un «approccio che può e deve coinvolgere anche le utility europee ed italiane nel campo dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti, dei trasporti, dei servizi alla smart city. Un mondo ancora tutto da esplorare, che garantisce anche vantaggi fiscali e finanziari, grazie alle misure del Governo, da usare per cambiare mentalità, processi produttivi e modalità di relazione con fornitori, clienti e personale dipendente. Una sfida da affrontare fino in fondo anche per le aziende di servizio pubblico locale – conclude De Girolamo – cui si chiede una crescente qualità dei servizi e un costante efficientamento dei costi».

L. A.