L’Eio, finanziato dalla Commissione Ue, inserisce Revet Recycling tra i casi virtuosi

L’eccellenza toscana nell’economia circolare, secondo l’Osservatorio eco innovazione

La capacità di unire minori impatti ambientali al miglioramento nelle performance economiche essenziale per lo sviluppo sostenibile

[30 settembre 2016]

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L’eco innovazione rappresenta una leva essenziale per lo sviluppo sostenibile, una leva che dovremo saper muovere con sempre maggior destrezza. In Toscana dei passi avanti sono stati compiuti negli ultimi anni, tanto da poter vantare già alcune eccellenze in materia: secondo l’ultima analisi dedicata al nostro Paese dall’Eco innovation observatory (Eio), recentemente pubblicata, l’esperienza di Revet Recyling rientra i migliori casi-studio di tutta Italia in fatto di eco innovazione.

L’azienda manifatturiera toscana rappresenta infatti una delle pochissime realtà europee a riciclare plastiche miste derivante dalla raccolta differenziata operata sul territorio, da scarti industriali e da Raee (rifiuti elettrici ed elettronici). Un’innovazione che fa bene all’economia, al lavoro e all’ambiente, e per questo celebrata dall’Osservatorio finanziato dalla Commissione europea per monitorare lo sviluppo delle tecnologie verdi in tutti gli Stati membri dell’Ue.

In questo contesto continentale, il merito d’aver dettagliato il profilo italiano va a Massimiliano Mazzanti, Claudia Ghisetti e Marianna Gilli: tre economisti dell’ambiente afferenti al folto Centro di ricerca interuniversitario Seeds (Sustainability, environmental economics and dynamics studies), che da anni contribuisce con analisi e commenti d’eccellenza anche all’interno del think tank redazionale, Ecoquadro.

L’eco innovazione, spiegano sulle nostre pagine proprio i giovani economisti, si verifica «se e solo se quando a un minore impatto ambientale della produzione risulta un miglioramento nelle performance economiche delle imprese innovative». Una capacità nell’intrecciare sviluppo economico e bassi impatti ambientali in cui la Toscana può muoversi da leader in Europa, se avrà il coraggio di promuovere lo sviluppo dell’economia circolare sul proprio territorio.