Durante il forum a Prato Legambiente ha evidenziato numeri preoccupanti

L’economia circolare passa dagli appalti verdi, ma il 29,4% dei Comuni non adotta mai i Cam

Dalla Toscana il caso virtuoso dei profili in plastica riciclata, utili anche per il settore dell’edilizia

[30 novembre 2018]

La spesa della Pubblica amministrazione è pari a circa 111,5 miliardi di euro (secondo le stime fornite da Accredia, dati 2016), e rappresenta dunque una quota importante per orientare verso la sostenibilità ambientale il mercato e il Green public procurement (Gpp). Un’opportunità dunque, ma anche un obbligo, visto che l’articolo 43 del Codice degli appalti ha reso obbligatoria l’applicazione dei Criteri ambientali minimi per ri-orientare gli acquisti della Pa. Eppure la sua applicazione pratica procede a rilento.

L’osservatorio appalti verdi promosso da Legambiente ha infatti evidenziato numeri preoccupanti: su un campione di 1048 comuni italiani, solo il 27,5% adotta i Cam nella gestione dei rifiuti, il 24,4% nella carta, il 18,5% nell’illuminazione, il 18,4% nelle pulizie e il 15,9% nelle mense. A fronte di regioni virtuose come la Sardegna e il Trentino Alto Adige e Comuni eccellenti (l’unica città capoluogo di provincia ad adottare sempre per tutte le spese i Cam è  Bergamo) ci sono tantissimi comuni – il 29,4% di quelli campionati – che non adotta mai i Cam.

Sorvolando sul fatto che in un paese come l’Italia forse è un po’ pretestuoso introdurre obblighi di legge se non si introducono contemporaneamente anche controlli, controllori e sanzioni, è fondamentale lavorare sull’educazione alla sostenibilità. Per questo motivo all’interno del Forum dell’economia circolare di Legambiente Toscana che si è svolto oggi a Prato, la sessione del pomeriggio è stata dedicata a un workshop focalizzato sull’utilizzo di profili in plastica riciclata in edilizia, indirizzato principalmente a ingegneri, architetti e geometri.

I profili in plastica riciclata possono infatti essere utilizzati in edilizia  e a spiegarlo – dopo l’introduzione della giurista di Punto 3 Gaia Lembo, è stato l’ingegnere chimico Laura Bartolommei, di Revet, azienda che raccoglie, seleziona e avvia a riciclo le raccolte differenziate della Toscana, riciclando direttamente le plastiche miste che vengono poi trasformate in granuli e in profili, a spiegare le caratteristiche stesse dei profili

I profili, di varie forme e dimensioni, possono essere utilizzati per realizzare arredi urbani, pavimentazioni e rivestimenti. Alcune delle opere realizzate con i profili in plastica riciclata sono state presentate dall’architetta Chiara Fanigliulo, mentre il direttore di Roofy, Federico Ippoliti, ha mostrato l’utilizzo delle tegole stampate con granulo riciclato, per coprire magazzini e villette. Un’economia circolare concreta, cui è urgente dare spazio a partire dagli acquisti della Pubblica amministrazione.

di Jacopo Carucci