Legambiente all’Onu per salvare gli oceani

Il Cigno verde, forte dell’esperienza nella tutela dei mari e delle coste italiane, ha posto due punti chiave all’attenzione delle Nazioni Unite

[3 marzo 2017]

Anche Legambiente è stata presente a New York, all’incontro preparatorio della Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani, che si terrà dal 5 al 9 giugno 2017 in corrispondenza della Giornata mondiale degli Oceani.

Scopo della conferenza internazionale è quello di sviluppare l’obiettivo di sviluppo sostenibile n.14 che riguarda la conservazione e l’uso sostenibile degli oceani, dei mari e delle risorse marine. Durante l’incontro preparatorio i delegati delle Nazioni Unite incontrano tutti gli stakeholders coinvolti, ovvero ong, la società civile, istituzioni accademiche, la comunità scientifica, il settore privato e altri attori, affinché possano dare il loro contributo.

Oggi gli oceani sono in una situazione drammatica. Inquinamento chimico, rifiuti in mare, aggressione alle coste e agli ecosistemi marini, pratiche illegali e distruttive di pesca, cambiamenti climatici: queste sono solo alcune delle minacce alla loro salute ed equilibrio. Eppure dagli oceani, dalla loro temperatura, dal loro equilibrio chimico, dalle correnti e dalla biodiversità che custodiscono dipendono il clima della terra, la disponibilità di risorse idriche e alimentari e anche l’ossigeno e la qualità dell’aria che respiriamo.

Legambiente, forte della sua esperienza nella tutela dei mari e delle coste italiane con le sue campagne Goletta Verde, Goletta dei Laghi, Clean Up the med, degli studi compiuti negli ultimi anni sulla marine e beach litter e, non ultimo, della promozione del bando dei sacchetti di plastica in tutto il Mediterraneo, ritiene che ci siano alcuni punti chiave da includere tra le azioni per il raggiungimento dell’Obiettivo n.14 per la protezione dei mari e degli oceani.

I punti chiave che Legambiente porta alla conferenza sono:

  • Riconoscere l’importanza dellacitizen science, ovvero della partecipazione di semplici cittadini ad attività di ricerca, nelle attività di monitoraggio, raccolta dati, azioni di sensibilizzazione e di pressione politica, sia a livello nazionale che internazionale.
  • Adottare con urgenza politiche e azioni decisive per contrastare il grave fenomeno dellamarine litter nel Mediterraneo, problema reso ancora più complesso dalla morfologia chiusa del bacino e dalla elevata antropizzazione delle sue coste.