Legambiente, torna a Prato il forum dell’economia circolare in Toscana

Istituzioni, associazioni, università, imprese e cittadini a confronto venerdì 30 novembre al Centro Pecci

[28 novembre 2018]

Dopo l’approvazione del nuovo pacchetto normativo europeo, l’economia circolare toscana (e non) è posta di fronte a sfide ambiziose: per quanto riguarda i rifiuti urbani – che comunque ricordiamo essere nel nostro Paese circa un quarto dei ben più vasti rifiuti speciali –  è necessario ad esempio puntare al riciclo del 70% degli imballaggi entro il 2030 e del 65% di tutti i rifiuti urbani entro il 2035 e, alla stessa scadenza, conferire un massimo del 10% di rifiuti in discarica (in tal caso il 25% rimanente dunque sarebbe diretto a recupero energetico, come nel caso della termovalorizzazione). La Toscana è pronta?

Una preziosa occasione per fare il punto della situazione è offerta del III forum dell’economia circolare in Toscana, che si terrà venerdì 30 novembre 2018 (ore 9-18) alla Sala del Cinema del Centro Pecci di Prato, affrontando temi di grande attualità.

«Il 2019 – dichiarano da Legambiente – dovrà caratterizzarsi per la definitiva messa in opera di misure e provvedimenti che rendano finalmente chiare le procedure per la prevenzione rifiuti, il riuso e il riciclo, a partire dall’end of waste. Dobbiamo avere ben chiaro cosa è un rifiuto e cosa invece una materia prima seconda e dobbiamo vigilare affinché la premialità sancita dall’obbligo dei Criteri ambientali minimi (Cam) nelle gare d’appalto sia davvero rispettata dagli Enti pubblici, per costruire finalmente il mercato dei prodotti riciclati. Per promuovere in modo pieno e convincente le filiere industriali dell’economia circolare occorrono, ancora, solidi incentivi fiscali (ad esempio abbassando l’Iva) che valorizzino il plus di innovazione, di design e di lavoro ad alto contenuto di conoscenza che queste produzioni rappresentano. Un modo netto e coerente d’indirizzare e orientare il mercato». Senza dimenticare che, dopo anni in cui la Cina ha soprasseduto sul controllo della qualità dei rifiuti che le spedivamo, adesso che questa valvola di sfogo si è improvvisamente ridotta ci troviamo nell’impellenza di dotarci autonomamente di tutti quegli impianti industriali necessari per chiudere il ciclo integrato dei rifiuti – spesso paradossalmente invisi a una cittadinanza che in teoria guarda con grande favore all’economia circolare.

«L’economia circolare – argomenta Legambiente – si realizza infatti solo con un severo e trasparente vaglio di ogni nodo della filiera, e l’impiantistica del riciclo, entro questo scenario strategico, è fondamentale e ineludibile, a partire da quella che tratta le frazioni organiche, in cui il sistema Italia è oggettivamente più arretrato». Di tutto questo si parlerà al Pecci, imbastendo un confronto ad ampio spettro tra istituzioni, associazioni, università, imprese e cittadini, grazie a interlocutori d’eccellenza nell’ambito dell’economia circolare toscana.