Chiude oggi la call for abstract

L’European geothermal congress 2019 si terrà a L’Aia, nei Paesi Bassi

«Il calore geotermico è fondamentale per la città e ci consentirà di raggiungere la carbon neutrality in modo economicamente conveniente nel 2040», spiega il vicesindaco Joris Wijsmuller

[17 settembre 2018]

Si terrà dall’11 al 14 giugno presso il World forum de L’Aia, nei Paesi Bassi, l’edizione 2019 dell’European geothermal congress (Egc): a dare notizia dell’atteso appuntamento con cadenza triennale – dopo l’ultima edizione ospitata nel 2016 a Strasburgo, in Francia – è lo stesso ente organizzatore, il Consiglio europeo per l’energia geotermica (Egec). Sono stati oltre 400 gli abstract presentati per l’edizione 2016 dell’European geothermal congress, e gli organizzatori si attendono un numero ancora maggiore di contributi di qualità per il 2019: oggi è l’ultimo giorno disponibile per poterli presentare.

Seguendo l’ormai rodato format, anche il prossimo EGC presenterà un ampio programma di conferenze; contributi di leader politici locali, nazionali ed europei; sessioni incentrate su scienza e ricerca, istruzione, policy, finanziamenti e comunicazione; una grande mostra di settore; visite presso progetti geotermici in loco; eventi di networking e molto altro (per saperne di più è disponibile il sito www.europeangeothermalcongress.eu, dove è possibile iscriversi a un’apposita mailing list per la conferenza).

Si profila dunque un appuntamento di grande rilievo per la geotermia europea, e anche la scelta della location non è casuale. Pur essendo la patria di Shell (che ha la sua sede proprio a L’Aia), ovvero una delle più importanti multinazionali al mondo tra quelle attive nel campo dei combustibili fossili, i Paesi Bassi stanno intraprendendo la propria transizione energetica verso un futuro a minori emissioni di gas serra, affidando alla geotermia un ruolo di grande rilevanza.

L’impiego di questa fonte rinnovabile ha già registrato «un’enorme crescita negli ultimi anni – come ricorda Egec –, principalmente grazie allo sviluppo di strumenti di policy che hanno affrontato barriere come l’incertezza geologica, gli elevati costi iniziali e le difficoltà a garantire finanziamenti adeguati» per lo sviluppo dei progetti geotermici.

Il risultato finale vede i Paesi Bassi come uno dei mercati europei a più rapida crescita per la geotermia, soprattutto per quanto riguarda l’impiego del calore: ad oggi nel Paese sono 16 gli impianti di teleriscaldamento geotermico in azione, ai quali si aggiungono circa 50mila sistemi individuali che impiegano l’energia rinnovabile del sottosuolo per riscaldare singoli edifici.

«Il calore geotermico è fondamentale per la città de L’Aia – spiega il vicesindaco Joris Wijsmuller, dando il benvenuto all’Egc 2019 – Ci consentirà di raggiungere la carbon neutrality in modo economicamente conveniente nel 2040. Alla fine, prevediamo di soddisfare la metà della domanda di calore della città grazie alla geotermia».

Ecco dunque che a L’Aia, che ha già ufficializzato l’obiettivo di diventare entro 22 anni carbon-neutral – riducendo ovvero le proprie emissioni di CO2eq grazie a efficienza energetica e fonti rinnovabili, compensando completamente le emissioni residue grazie alla capacità di assorbimento degli ecosistemi locali – diventeranno operativi almeno altri 4 impianti di riscaldamento geotermico nei prossimi cinque anni.

È utile notare che raggiungere la carbon neutrality entro il 2040 è lo stesso obiettivo temporale annunciato da un’altra città che fa ampio uso della geotermia, la capitale islandese Reykjavík; finora l’unica area vasta europea che già stata in grado di tagliare quest’obiettivo (a partire dal 2011) è la Provincia di Siena, dove non a caso la geotermia è un «fattore che determina il contenimento dei gas serra». Il 92% circa dell’energia elettrica prodotta all’interno di questo fazzoletto di Toscana è infatti geotermico.