Delrio: «E’ una delle ciclovie nazionali finanziate nella legge di Stabilità 2016»

Il Grab, un raccordo anulare per le bici che vale 14 milioni di euro

Ecco l'impatto economico positivo dell'opera secondo Confindustria-Ancma: 606.000 turisti pronti a pedalare

[4 maggio 2016]

grab

Secondo lo studio d Confindustria-Ancma, studio sull’impatto economico del Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma, il GRAB «Appena inaugurato sarà subito preso d’assalto: 606mila turisti sono pronti a pedalare sul GRAB nel primo anno di vita della ciclovia capitolina producendo un giro d’affari di oltre 14 milioni di euro. E nel giro di 4 anni queste cifre potrebbero triplicare, per poi continuare a crescere esponenzialmente negli anni successivi».

Lo studio, presentato oggi Roma durante un’iniziativa che ha visto la partecipazione del ministro dei trasporti e delle Infrastrutture Graziano Delrio, è stato commissionato a Confindustria-Ancma, da Legambiente e VeloLove, due delle associazioni che hanno ideato e progettato la ciclovia capitolina in collaborazione con Touring Club, Rete Mobilità Nuova, Vivilitalia, Open House Roma, Parco Regionale dell’Appia Antica, Roma Natura e la partnership tecnica di Teamdev, assicura quindi che la realizzazione del Grande Raccordo Anulare delle Bici della Capitale sarà un successo.

Delrio ha ricordato che  «Il GraB è una delle ciclovie nazionali per le quali è stato previsto il finanziamento nella legge di Stabilità 2016. Questo significa che il percorso attorno a Roma è stato riconosciuto come infrastruttura nazionale della mobilità sostenibile e come attrattore e generatore di una economia verde.  La specificità del GraB è di sposare la mobilità dolce ad uno scenario unico al mondo, attraverso bellezze naturali e archeologiche della Capitale, con una forte capacità attrattiva sul turismo estero. Il cicloturismo si sta affermando sempre di più ed è in grado generare un risultato economico per indotto territoriale, turistico e produttivo. Nello stesso tempo l’utilizzo della bicicletta su un’arteria nazionale rappresenta la promozione della mobilità ciclabile, che la stessa Commissione Europea sostiene, visto che il 50% degli spostamenti avviene entro i 5 chilometri. Nonostante l’Italia sia uno dei maggiori produttori di biciclette, il loro utilizzo non è ancora adeguato alle possibilità che potrebbe esprimere. Nelle prossime settimane saranno pronti per la firma i quattro protocolli relativi alle quattro ciclovie: la fruibilità di queste direttrici ciclabili sarà utile nel nostro Paese affinché la bicicletta sia sempre di più una scelta consapevole di trasporto intermodale e sostenibile».

Lo studio di Confindustria-Ancma ha analizzato la propensione all’uso della bici dei turisti che arrivano a Roma sia da altre città italiane che dall’estero e, sulla base di un calcolo molto prudenziale,  ha stimato quanti di loro potrebbero scegliere di percorrere il GRAB, completamente o in parte, una volta che l’anello ciclopedonale sarà stato realizzato con standard qualitativi adeguati. Il dato che emerge è più che positivo: 606.000 cicloturisti pedalerebbero sull’anello ciclopedonale. La ricerca Confindustria-Ancma spiega: «Poiché il tempo per percorrere la ciclovia è di circa 5 ore (0,2 giorni in più di presenza nella Capitale) si registrerebbe un incremento di 121.252 presenze cicloturistiche nella Capitale durante l’anno capace di produrre un fatturato aggiuntivo di oltre 14 milioni di euro. Se si consideri la metà, del valore rappresentato in precedenza, come importo ascrivibile a “tass”», si evidenzia una somma di circa 7,3 milioni di euro l’anno, come aggiuntiva e disponibile, per le casse erariali per recuperare i costi di realizzazione dell’opera. Considerato che il costo varierebbe da 4 a 12 milioni di euro nella sua forma più ricca e architettonicamente attraente, si può dimostrare che l’opera si ripaga da un minimo di uno ad un massimo di tre anni».

«Com’è noto – dicono a Legambiente – , il GRAB è il progetto di un anello ciclopedonale di oltre 44 chilometri che si sviluppa completamente all’interno della città di Roma inserito tra le ciclovie di interesse nazionale finanziabili dalle legge di stabilità 2016. È un moderno Grand Tour unico al mondo: parte dal Colosseo e dalla millenaria magia della Regina Viarum – la via Appia Antica – e arriva alle architetture contemporanee di Zaha Hadid e di Renzo Piano e alla street art del Quadraro e di Torpignattara unendo tra loro San Pietro, il centro storico, la Galleria Borghese, l’Auditorium e tantissimi altri punti di interesse, attraversando parchi e inaspettati paesaggi bucolici (a 3.000 metri dal Foro Romano ci sono pastori e greggi di pecore!), costeggiando i fiumi Tevere, Aniene, Almone. Insomma: un’infrastruttura leggera ed evidentemente – lo dimostra lo studio Confindustria-Ancma – ad alta redditività economica e culturale, una calamita per nuovi turismi, dai cicloviaggiatori agli amanti del trekking urbano».

Domenica 8 maggio, durante l’Appia Day, sarà possibile visitare il cantiere GRAB proprio nel tratto che attraversa l’Appia Antica. Alle 9.30 da largo Tacchi Venturi partiranno infatti due pedalate aperte a tutti, la GrabAppia Storica e la GrabAppia Archeologica, che porteranno i partecipanti a scoprire su due diversi percorsi (uno breve e l’altro di circa 25 chilometri) l’Appia Antica, gli antichi Acquedotti Romani, Tor Fiscale e la Caffarella. E oltre ai ciclotour l’Appia Day offre tantissime altre occasioni per scoprire la Regina Viarum con visite guidate e iniziative per bambini, lezioni itineranti tenute da narratori eccezionali (storici, archeologi, giornalisti, naturalisti, docenti universitari, economisti), musica e street food.

Il GRAB può essere realizzato e diventare fruibile in meno di un anno. Oltre ad avere una forte valenza turistica, svolgerà anche un’importante funzione di volano per la ciclomobilità urbana. A patto di essere realizzato con precisi standard qualitativi: la pedonalizzazione dell’Appia Antica è la prima pietra di questo raccordo ciclabile, si può quasi dire che eliminare il traffico di attraversamento dalla Regina Viarum sia già un’opera pubblica di primaria importanza. Poi viene il resto della ciclovia che dovrà proporre – così come l’hanno disegnato le associazioni proponenti – un tracciato senza soluzione di continuità fisica e visiva che risolve in maniera innovativa le intersezioni con la viabilità ordinaria e ha un preciso carattere estetico e identitario, privilegia la sede protetta ovunque si renda necessario, ha un’ampiezza adeguata alla comoda fruizione a piedi e in bicicletta, offre un fondo stradale scorrevole, costituisce la premessa di una rete ciclabile tra i quartieri, facilita l’intermodalità col trasporto pubblico su ferro e quindi promuove la costruzione di una città bike friendly”. In parole povere: un itinerario dagli elevati standard qualitativi, semplice anche per un bambino che ha appena tolto le rotelline alla bici. Il Raccordo Ciclabile, inoltre, è sì un anello monumentale, ma collega anche zone densamente popolate e aree marginali che possono trovare nel GRAB un originale meccanismo di innesco di processi di trasformazione e rigenerazione territoriale, favorendo green economy e green jobs. Attrarre investimenti turistici e stimolare progetti di riqualificazione nella parte fragile delle città, proporre un nuovo uso e trovare nuove funzioni a spazi trascurati, rammendare questi territori tra loro e farli diventare parte integrante del tessuto urbano, è l’altro grande risultato che questo anello deve incoraggiare. Ai bordi del centro storico vive la maggior parte della popolazione e più forte è la voglia di cambiamento, la necessità di rendere felice il territorio, far crescere la bellezza.

Secondo la presidente di Legambiente  Rossella Muroni, «La ricerca presentata oggi conferma le grandi potenzialità e opportunità legate al GRAB, che rappresenta un modo per prendersi cura del territorio, inteso come bene comune, per riappropriarsi della città, per rilanciare un nuovo tipo di mobilità e avviare una innovativa rigenerazione urbana che parta dal basso. Ma soprattutto il GRAB rappresenta il prologo per l’apertura di un grande e ininterrotto museo a cielo aperto dai Fori all’Appia Antica, realizzando così quel sogno tanto amato da Antonio Cederna, che attraverso il Parco archeologico dell’Appia Antica, voleva restituire dignità, rispetto e prestigio internazionale alla città eterna. Grazie al GRAB, l’Appia Antica diventerà la porta d’accesso a una nuova idea di città che investe sul suo territorio, sulla sua cultura, sul suo paesaggio e si mostra più attenta ai cittadini, più moderna, più verde, più vivibile, più sana. Per questo motivo invitiamo domenica prossima, l’8 maggio, tutti i candidati sindaco di Roma all’Appia Day, la grande festa della Regina Viarum promossa da Legambiente e da tante altre associazioni nazionali e locali: abbiamo preparato la delibera per la pedonalizzazione definitiva l’Appia Antica e sarebbe un bel segnale da parte degli aspiranti primi cittadini venire a firmarla e dimostrare così che hanno davvero voglia di lavorare a una nuova idea di città».

Alberto Fiorillo, coordinatore progetto GRAB, conclude: «Va evidenziato che la stima di oltre 600mila cicloturisti potenziali del GRAB è estremamente prudenziale, perché prende in esame la propensione a percorrere l’anello solo dei viaggiatori stranieri o italiani che hanno già programmato una vacanza a Roma In realtà il successo internazionale che ha già riscosso il progetto sui media stranieri (se ne è parlato in Francia, in Germania, in Russia, negli Usa, persino in Cina) così come il premio mondiale che abbiamo ricevuto quest’estate in California ci fa essere certi che molte persone verranno a Roma per la prima volta e torneranno nella Capitale proprio perché affascinati dall’idea di poterla visitare in bici. Inoltre va considerato che l’anello non è solo ciclabile, ma anche pedonale: l’opportunità di fare trekking urbano nella città eterna rappresenterà un enorme valore aggiunto in termini di presenze e di indotto turistico. Sulla base di quanto già successo per altri investimenti in ciclovie europee, si può stimare che ogni euro investito nel GRAB ne farà guadagnare almeno cinque alla Capitale e al Paese nel giro di 2-3 anni e che quindi il giro d’affari iniziale è destinato in fretta almeno a triplicare raggiungendo o superando i 50 milioni di euro e, chissà, puntando magari a fatturati ancora più consistenti».