Dall’Asia ai Caraibi si continua ad investire nel settore

L’Indonesia punta a diventare il maggior produttore di elettricità da geotermia al mondo

Il Paese oggi utilizza appena il 5% del proprio potenziale geotermico, e ben il 12% della popolazione non ha un accesso affidabile all’elettricità

[27 marzo 2017]

La geotermia rappresenta, in particolar modo per le economie energivore ed in via di sviluppo, una opportunità grandiosa di crescita. Sembra proprio questo il caso dell’Indonesia e della Repubblica Dominicana, Paesi geograficamente molto distanti ma accomunati dalla comune convinzione che il futuro possa essere scritto anche tramite il ricorso alle energie rinnovabili.

È di questi giorni l’annuncio da parte della Banca Mondiale dell’estensione della garanzia di 55,25 milioni di dollari per supportare l’Indonesia nello sviluppo del “Geothermal Energy Upstream Development Project” che sarà – plausibilmente – utilizzato per la maggior parte nella costruzione di infrastrutture e per le perforazioni necessarie. Secondo la scheda della Banca Mondiale, il  progetto ha lo scopo di “facilitare gli investimenti nella generazione geotermoelettrica e ridurre le emissioni climalteranti” e prevede un costo totale di circa 98 milioni di dollari.

«La carenza energetica impedisce all’Indonesia di esprimere il proprio potenziale di crescita e limita le opportunità future di milioni di indonesiani – ha detto Rodrigo Chaves, direttore della banca Mondiale in Indonesia – La Banca Mondiale sostiene pienamente gli sforzi del Governo per far sì che tutti abbiano accesso all’elettricità nel minor tempo possibile». In Indonesia, infatti, ben il 12% della popolazione (circa 30 milioni di individui) non ha un accesso affidabile e continuo all’elettricità, in particolar modo nella parte più ad est del vasto arcipelago.

Il Paese, che utilizza – secondo le statistiche – appena il 5% del proprio potenziale geotermico (stimato in circa 29,5 GW) punta ad accrescere la capacità produttiva dagli attuali 1,6 GW a 7,2 GW entro il 2025, divenendo, di fatto, il maggior produttore di energia elettrica da geotermia del mondo.

Nella Repubblica Dominicana, invece, intervenendo ad un convegno, il Primo Ministro Roosevelt Skerrit ha annunciato un investimento governativo di 45 milioni di dollari dei caraibi (circa 16,7 milioni di dollari americani) per lo sviluppo del settore geotermico. «Abbiamo investito milioni sinora e adesso realizzeremo un ulteriore investimento nello sviluppo geotermico» ha detto, per poi continuare affermando che lo sviluppo geotermico «avrà un grande, positivo impatto per gli affari e stimolerà ulteriori investimenti nel Paese», sottolineando in particolar modo la riduzione dei costi energetici.

I fondi verranno quasi esclusivamente dal controverso “CBI-Citizen by Investment Programme”, una legge che concede agli investitori stranieri la cittadinanza a fronte di un significativo investimento nello sviluppo socio-economico del Paese.

Solo lo scorso Dicembre il Ministro per l’Energia, Ian Douglas, aveva annunciato la creazione della Dominica Geothermal Company e la collaborazione con partner di Nuova Zelanda, Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e della banca Mondiale al fine di completare la fase progettuale ed avviare la costruzione della prima centrale geotermoelettrica.