L’Italia e il Goal 5: parità di genere, progressi nella normativa, ma troppi ritardi nell’attuazione (VIDEO)

Netta diminuzione delle donne (13,3%) negli organi decisionali, ben inferiore alla media Ue (23,9%)

[16 ottobre 2018]

Prosegue la campagna ASviS “Un Goal al giorno”, che fornisce un’analisi tematica tratta dal Rapporto ASviS 2018 sulla posizione italiana e regionale rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.  
La campagna durerà 17 giorni, uno per ogni SDG. Puoi seguirla anche su Facebook e Twitter usando gli hashtag 
#RapportoASviS e #1Goalxgiorno.
Oggi parliamo del Goal 5: “Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze”. 

 

Il Rapporto ASviS 2018 registra miglioramenti nel Goal 5 in Italia. Nonostante la recente flessione dell’indicatore sintetico, nel complesso aumenta la partecipazione delle donne nei luoghi decisionali economici e politici, anche se la presenza resta bassa. A livello territoriale, cresce la presenza femminile nella maggior parte dei Consigli regionali.
Nell’ultimo anno, la normativa italiana sull’uguaglianza di genere ha fatto consistenti passi in avanti, concentrandosi sul soccorso e l’assistenza alle donne vittime di violenza, la medicina di genere, le misure di conciliazione lavoro-famiglia e il congedo di paternità.
Secondo l’Alleanza è sul piano dell’attuazione che si osservano gravi ritardi e carenze. Servono più sforzi per superare gli stereotipi di genere, migliorare la salute sessuale e garantire il pieno rispetto dei diritti riproduttivi. Anche se sono aumentate le tutele contro la violenza sulle donne, occorre potenziare i centri antiviolenza e le case rifugio e introdurre, nella Legge sui crimini d’odio e la discriminazione, i reati legati al sessismo.

L’indicatore composito elaborato dall’ASviS per il Goal 5 evidenzia complessivamente un significativo miglioramento tra il 2010 e il 2016. Tuttavia, a fronte del  forte aumento registrato fino al 2015, si segnala una inversione di tendenza nel 2016 spiegata dalla diminuzione del rapporto tra i tassi di occupazione delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza figli e dalla netta diminuzione della partecipazione delle donne negli organi decisionali, un dato (13,3%) ancora ben inferiore alla media europea (23,9%).

Rispetto alla media dell’Italia nel 2010, il Goal 5 mostra un netto miglioramento nella maggior parte delle regioni italiane. Ciò può essere spiegato dall’aumento della presenza delle donne nei Consigli regionali (dal 15% nel 2012 al 18% nel 2016). Le regioni che migliorano maggiormente sono il Piemonte e il Trentino-Alto Adige, che devono questo incremento all’aumento del rapporto tra tassi di occupazione delle donne e degli uomini. Al contrario la Basilicata mostra un deterioramento dell’indicatore rispetto ai livelli del 2010, causato dall’assenza di donne nei Consigli Regionali dal 2013 in poi.

di ASviS

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