Livorno, attorno all’Aamps tanti fuochi d’artificio ma ancora nessun Piano industriale

[30 dicembre 2015]

aamps

Col finire del 2015 ancora non si è consumata la pièce drammatica che ormai ruota attorno alle ben più serie sorti dell’Aamps, la municipalizzata livornese dedita all’igiene urbana. In compenso non mancano colpi di scena e fuochi d’artificio. Ieri abbiamo dato nota della querela, da parte degli amministratori grillini, contro i vertici di RetiAmbiente, il futuro gestore unico (di cui lo stesso Comune di Livorno è socio). In tarda serata è poi arrivata notizia della stabilizzazione di 33 addetti Aamps alla raccolta porta a porta, ingombranti, carta e cartone.

Richiesta con forza dall’amministrazione labronica, la scelta ha trovato «frastornati» i sindaci revisori e tentennante il cda dell’azienda, in quanto Aamps è un’azienda in forte crisi finanziaria e indirizzata verso il concordato preventivo. Rimane dunque da vedere se i 33 lavoratori potranno iniziare il 2016 con un contratto stabile in tasca; pare certo che in ogni caso così non sarà per i 6 precari restanti. In caso si mancata stabilizzazione di tutti e 39 il capogruppo a 5 stelle in Consiglio comunale, Alessio Batini, aveva promesso dimissioni, ma al momento non giungono nuove voci in merito.

Ma tra tutti i fuochi d’artificio sparati attorno all’Aamps avvicinandosi al Capodanno, alla fine a far più clamore dovrebbe esser quello che non si è acceso. A mesi di distanza dalla prima, immatura (e infatti poi ritirata) versione, l’annunciato Piano industriale per la municipalizzata dei rifiuti ancora non ha visto la luce. Osservando le premesse politiche rimane oggi difficile anche solo immaginare come possa assumere una forma concreta; ci ripetiamo affermando che “per Aamps non può infatti esistere, al di là delle opinioni politiche, un Piano industriale che si chiami fuori dalle logiche di quello di RetiAmbiente”, ma è un dato di fatto che scelte pragmatiche non possano evitare di relazionarsi con il contesto in cui si trovano ad agire. Tale contesto, per Livorno, impone il confronto con la legge regionale, con l’Ato costa e dunque con RetiAmbiente. Senza dimenticare il riferimento solido, quei flussi di materia e flussi economici con i quali l’Aamps, come ogni azienda, non può certo sottrarsi. Speriamo che finalmente, dopo che ogni schieramento avrà lasciato andare in aria gli ultimi fuochi d’artificio – e ormai a fine anno ci siamo –, si torni a considerare come i piedi debbano invece rimanere ben saldati a terra. Volenti o meno.