Livorno, dopo la sentenza del Tar sulla gestione dei rifiuti si riparta dalle basi

Una sinergia tra gli impianti industriali presenti sul territorio è necessaria per incrociare logica di prossimità e sostenibilità

[13 novembre 2017]

Con la sentenza n. 1367 pubblicata il 10 novembre dal Tribunale amministrativo regionale della Toscana i giudizi amministrativi pongono un nuovo punto fermo nella vicenda che ha visto il Comune di Livorno scegliere il concordato preventivo in continuità per Aamps, azienda in house dell’igiene urbana, e nei suoi rapporti con l’Ato Toscana Costa. Il Tar ha infatti dichiarato illegittima la decisione del Comune di Livorno che – contraddicendo quanto deciso dalla maggioranza dell’assemblea dei componenti dell’Ato per la gestione del ciclo dei rifiuti lungo la costa toscana – aveva affidato il servizio ad Aamps fino al 2030, scavalcando di fatto l’ipotesi di un gestore unico (RetiAmbiente) per l’area.

«Nessuna deroga alla gestione unitaria è possibile – commenta il direttore dell’Ato, Franco Borchi – al di fuori degli accordi con l’Autorità d’ambito e se Livorno vorrà proseguire a gestire il servizio sino al 2021, ovvero alla scadenza prevista dal piano concordatario, dovrà stipulare un apposito accordo con Ato e non potrà più rifiutarsi di realizzare le intese necessarie per garantire l’obiettivo della gestione unica stabilito dalla legge regionale. Quando la gara per la scelta del socio industriale di RetiAmbiente sarà terminata sarà RetiAmbiente a gestire il servizio sul territorio del Comune di Livorno e non Aamps. Il Tar su questo è stato chiarissimo: non è la durata del concordato a poter stabilire quando il gestore unico avrà diritto di iniziare il servizio, è vero casomai il contrario, poiché è la durata del tempo ancora necessario all’operatività del gestore unico a condizionare l’ammissibilità del concordato».

Nel frattempo dalla Regione Toscana è arrivato un auspicio di dialogo: «Invito il sindaco Nogarin a rivedere la sua posizione di ostilità a prescindere – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni – sposando il percorso avviato con RetiAmbiente, per la salvaguardia dei lavoratori, dei cittadini contribuenti e della qualità del servizio».

Da parte sua il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ha replicato che «la sentenza del Tar della Toscana non mette a rischio il concordato preventivo in continuità di Aamps: i creditori continueranno ad essere pagati regolarmente e il percorso di risanamento dell’azienda procederà senza sosta». Nessun commento è invece trapelato dal sindaco sul «come si comporterà l’amministrazione dopo la sentenza del Tar. Questo è il momento di studiarla a fondo e comprenderne le implicazioni sul medio e lungo periodo. Dopodiché decideremo come muoverci».

Si aprirà dunque una nuova fase di riflessione che, per il bene dell’ambiente e dei livornesi, al di là delle sigle aziendali e dei colori politici sarebbe bene ripartisse dalle basi: l’analisi dei flussi di materia e dunque anche dei rifiuti che caratterizzano il metabolismo economico del territorio, il fabbisogno impiantistico per gestirli secondo logica di prossimità e sostenibilità, la necessità di fare rete tra gli impianti industriali già presenti sul territorio in modo da valorizzare know-how ed economie di scala. Al tempo dell’economia circolare per i riduzionismi non c’è più spazio.