Incentivi per programmi di investimento produttivo o di tutela ambientale

Livorno, l’area di crisi complessa inizia a tornare appetibile per gli investimenti

Valgono circa 239 milioni di euro quelli che si rivolgono al bando regionale e ministeriale, ben oltre il budget previsto

[21 novembre 2016]

porto livorno

L’interesse mostrato dalle imprese per gli incentivi volti alla reindustrializzazione dell’area di crisi complessa di Livorno sono finora incoraggianti. Nella call lanciata qualche mese fa in vista del bando del ministero, ricordano dalla Regione, sono arrivate 71 proposte progettuali per un valore complessivo di circa 200 milioni per una potenzialità stimata in circa 1.280 posti di lavoro: ora si dovrà passare dalle manifestazioni di interesse ai progetti veri e propri. Un salto non da poco.

Ci sarà un mese di tempo, a partire dal 6 febbraio e fino al 7 marzo del 2017, per la presentazione delle proposte da parte delle imprese – sia manifatturiere sia turistiche –, iniziative che dovranno prevedere programmi di investimento produttivo o di tutela ambientale per almeno 1 milione e 500 mila euro e comportare un incremento degli addetti.

Il primo workshop si svolgerà il 14 dicembre presso la Cciaa di Livorno, ma si parte già oggi con incontri tecnici fra Invitalia, soggetto gestore del bando, Regione, Comuni e istituti bancari per sensibilizzare le realtà imprenditoriali sulle opportunità offerte dall’avviso che prevede agevolazioni per complessivi 10 milioni di risorse. Nel frattempo si è registrato anche un primo, positivo risultato del bando regionale per i protocolli di insediamento, che prevede risorse per altrettanti 10 milioni di euro: anche in questo caso sono arrivate proposte progettuali per un investimento complessivo stimato in circa 39 milioni di euro di investimenti, con contributi totali richiesti per oltre 14 milioni di euro (ovvero 4 in più rispetto al budget).

Se ne deduce che, in entrambi i casi, solo una piccola parte delle proposte imprenditoriali potrà accedere ai contributi; vero è che a monte di tutto questo c’è l’accordo di programma firmato il 20 ottobre scorso per quasi 600 milioni di euro, destinati in gran parte alla nuova Darsena europea ma più in generale al rilancio dell’area livornese. Interventi che, a quanto si evince dal vasto numero di manifestazione d’interesse arrivate, contribuiscono a rendere economicamente appetibile l’area anche al di là dei bandi ministeriali e regionali. Cosa fare di più? Ad esempio, lavorare perché le aree Sin e Sir che ancora insistono su Livorno, dopo anni di accordi e ri-perimetrazioni, vengano finalmente bonificate: secondo un’analisi elaborata da Confindustria, stanziare 10 miliardi di investimenti per la bonifica dei Siti di interesse nazionale ne attiverebbe altri 20 di investimenti privati (insieme a 200mila posti di lavoro), e 5 tornerebbero sotto forma di nuove entrate fiscali. Da dove iniziare? Livorno aspetta.

L. A.