Livorno, si riaffaccia il Polo tecnologico: a gennaio la prima fase dello studio di fattibilità

Un percorso per sondare investitori interessati nei settori «dell’economia dell’ambiente e del mare, del manifatturiero e tecnologie della logistica e dell’industria creativa»

[13 dicembre 2017]

Si avvicina lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo Polo tecnologico di Livorno, a oltre un anno esatto dalla firma al ministero dello Sviluppo economico (il 20 ottobre 2016) del Piano di riconversione e riqualificazione industriale per l’area di crisi industriale complessa che lo prevedeva, assegnando al progetto un finanziamento – assegnato dalla Regione Toscana – pari a 5 milioni di euro.

«Siamo di fronte a un passaggio cruciale – commenta l’assessore labronico alle Attività produttive Francesca Martini – Se vogliamo che il Polo tecnologico diventi un centro d’eccellenza capace di dare la scossa al sistema economico e industriale della città questa prima fase di progettazione diventa fondamentale. Non si tratta infatti solo di porre le basi per la realizzazione del contenitore, ma soprattutto del contenuto. Occorre ridefinire un modello gestionale economico e finanziario di incubazione di impresa che superi le tante difficoltà e fallimenti di molti interventi realizzati in passato e sia in grado contestualmente di attrarre e individuare investitori e imprese di qualità, che sappiano cogliere le occasioni che Livorno offre»

Come informano dal Comune, sarà una cordata di imprese livornesi a curare lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo Polo tecnologico di Livorno: la gara che si è conclusa nel giugno scorso è stata infatti vinta da un’Ati (associazione temporanea di imprese) coordinata da Simurg, che ha presentato un’offerta tecnica capace di cogliere la delicata e complessa sfida su cui si gioca il futuro economico e produttivo della città.

Lo studio di fattibilità si articolerà in due fasi: dal prossimo 25 gennaio prenderà il via un percorso di ascolto finalizzato a coinvolgere gli operatori economici – a livello regionale, nazionale e internazionale – potenzialmente interessati ad investire a Livorno e a raccogliere idee progettuali e di investimento nei settori «dell’economia dell’ambiente e del mare, del manifatturiero e tecnologie della logistica e dell’industria creativa». A questo percorso di ascolto seguirà poi lo studio di fattibilità vero e proprio, attraverso il quale saranno valutate le condizioni di fattibilità tecnico-urbanistiche, economiche, finanziarie e gestionali necessarie allo sviluppo del Polo tecnologico.

«È necessario mettere insieme tutte le risorse, le menti e le passioni che animano questa città per creare un nuovo ‘ecosistema di innovazione – conclude Martini – Individuarle, coinvolgerle e attivarle per costruire una visione condivisa del futuro. Ecco qual è la sfida che ci attende nei prossimi mesi.”
L’idea che sta alla base del Polo tecnologico è facilmente riassumibile nella frase ‘Diversis Gentibus Una’, espressione incisa sul  tallero d’oro fatto coniare dal Granduca Ferdinando II nel 1655. L’intero progetto del Polo si basa infatti sul forte richiamo alle radici storiche dello sviluppo economico e sociale della città di Livorno e ai suoi valori di riferimento: l’apertura al mondo, l’unità nella diversità, la proiezione verso il futuro e l’innovazione».