Con 28 voti favorevoli e 9 astenuti è approvata la modifica allo Statuto

Lo sviluppo sostenibile entra ufficialmente tra i principi generali della Regione Toscana

«Non è un atto concreto, ma esprime valori che poi guidano tutte le altre leggi che facciamo»

[7 giugno 2018]

Con 28 voti a favore e 9 astenuti (ovvero il consigliere Paolo Bambagioni del Pd e tutti quelli di Lega, Fi e Fdi) i concetti di sviluppo sostenibile ed economia circolare sono definitivamente entrati a integrare lo Statuto della Regione Toscana, completando così l’iter legislativo di cui avevamo già dato conto su queste pagine. «Festeggiamo l’ambiente adottando una norma che ha l’obiettivo di tutelarlo – ha dichiarato la prima firmataria dell’atto, la consigliera Monia Monni (Pd) – L’insostenibilità del modello attuale è sotto gli occhi di tutti, per cui è necessario un cambio di rotta, che noi con questo atto iniziamo a fare nel nostro territorio. C’è un processo collettivo che sta orientando anche il mercato verso questo tipo di economia e le istituzioni devono accompagnare questa tendenza».

Nello stesso giorno in cui l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS) ribadiva dal palco del suo Festival la necessità di inserire all’interno della Costituzione nazionale il concetto di sviluppo sostenibile, la Toscana ha anticipato i tempi introducendo tra i principi generali del proprio Statuto regionale la promozione delle “condizioni per uno sviluppo sostenibile per la soddisfazione dei bisogni della generazione presente e la salvaguardia della vita delle generazione future”e “la promozione dell’economia circolare, quale modello economico idoneo a rigenerarsi da solo, attraverso la valorizzazione degli  scarti di consumo, l’estensione del ciclo vita dei prodotti, la condivisione delle risorse, l’impiego di materie prime seconde e l’uso di energia da fonti rinnovabili”.

«Con questa legge – ha spiegato il presidente della commissione Affari istituzionali Giacomo Bugliani (Pd) – si vuol modificare lo Statuto e porre a livello statutario il principio dell’economia circolare come atto fondamentale». Una scelta che in aula è stata apprezzata ma alla quale sono state rivolte anche critiche, avanzati da quanti sospettano che costituisca un atto formale e poco più.

«Come votare contro a una proposta di legge che dice una cosa giusta, ma che nulla aggiunge e nulla toglie?», si è chiesto ad esempio Giacomo Giannarelli (M5S), che ha però annunciato voto favorevole a un atto descritto come «completamente inutile». Sulla stessa linea il commento di Marco Casucci (Lega), secondo il quale l’atto «è solo un gesto di comunicazione politica, del tutto inconsistente dal punto di vista dei contenuti». Per Monica Pecori (Gruppo Misto-Tpt) la modifica statutaria rappresenta invece «un piccolo tassello, un impegno a cui certo devono seguire fatti concreti, soprattutto la modifica del piano di gestione dei rifiuti», mentre Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra) ha spiegato di «trovare il concetto di sviluppo sostenibile abusato, mentre quello di economia circolare è preciso e fondato. Per questo – ha aggiunto – trovo la modifica dello Statuto utile».

La sintesi è arrivata da Leonardo Marras (Pd), secondo il quale «la rivendicazione di concretezza è legittima, ma lo Statuto è un atto costitutivo che caratterizza la Toscana e stabilisce la nostra identità, i nostri tratti distintivi, la nostra evoluzione culturale. Non ha nulla a che vedere con le attività di governo, ma è importante inserire il concetto di economia circolare in quel patto di comunità stabilito con lo Statuto». Una posizione all’interno della quale si è espressa anche Serena Spinelli (Art. 1-Mdp), ribadendo che «lo Statuto esprime concetti fondamentali e definisce quello che in Toscana vogliamo essere. Non è un atto concreto, ma esprime valori che poi guidano tutte le altre leggi che facciamo».

L. A.