Il documento lanciato durante l’Aurelio Peccei Lecture 2017

L’S.O.S. non è più per il Pianeta, ma per il genere umano. Il nuovo manifesto del Wwf

L’economista Kate Raworth: «La grande sfida del nostro secolo è riuscire a soddisfare i bisogni di tutti stando nei limiti del nostro pianeta»

[12 settembre 2017]

Un manifesto per favorire la transizione ad un sistema economico “capace di una visione di lungo periodo” che abbandoni “l’assunzione di un’infinita espansione dei consumi di energia, di materie prime e di trasformazione dei sistemi naturali” e che, attraverso la revisione dei propri obiettivi di impresa, di pubblica amministrazione, di comunità, “consideri le nostre città, i nostri territori e il nostro pianeta come casa comune e luogo per realizzare un benessere equo e sostenibile”. È questo il documento – intitolato Un S.O.S. (spazio operativo e sicuro) per un futuro umano sostenibile – lanciato oggi dal Wwf alla Camera dei deputati durante l’annuale Aurelio Peccei Lecture, l’iniziativa che annualmente è organizzata dal Panda italiano insieme al Club di Roma e che quest’anno ha avuto la collaborazione di Novamont.

«Il manifesto per l’S.O.S. che abbiamo lanciato oggi per il Wwf – spiega la presidente Donatella Bianchi – è un documento importante e ambizioso che ci auguriamo incontri oltre al consenso delle imprese anche il sostegno dei cittadini e delle istituzioni. Il fatto che tra i primi firmatari del manifesto per lo Spazio Operativo e Sicuro ci siano aziende importanti oltre ad essere un fatto positivo rappresenta uno stimolo ulteriore nel percorso per la costruzione di un benessere e di un futuro sostenibile per noi e per le nuove generazioni. Le sfide che abbiamo davanti per salvare il Pianeta non solo sono urgenti e centrali ma coinvolgono tutti gli attori economici, sociali, politici e culturali: per questo è necessario un cambiamento straordinario, un cambiamento che riguarda tutti e di cui tutti dobbiamo essere protagonisti».

Non a caso l’Aurelio Peccei Lecture  in questa edizione ha avuto come protagonista l’economista Kate Raworth (nella foto), autrice del saggio “L’economia della ciambella. Sette mosse per pensare come un economista del XXI secolo”, il cui succo è riassumibile in modo assai pratico: «La grande sfida del nostro secolo – spiega l’economista – è riuscire a soddisfare i bisogni di tutti stando nei limiti del nostro pianeta». Proprio partendo dalle analisi del volume della Raworth e da una solida documentazione scientifica nel campo della scienza della sostenibilità il Wwf ha lanciato il manifesto-appello per uno Spazio Operativo e Sicuro (appunto S.O.S.) che impegna chi lo sottoscrive, ovviamente ognuno per la propria parte, a dare operatività agli accordi della comunità internazionale, in particolare per quanto riguarda l’applicazione dell’Agenda 2030 e dell’Accordo di Parigi; a contribuire all’attuazione della Strategia nazionale per lo Sviluppo Sostenibile presentata all’High Level Political Forum delle Nazioni Unite lo scorso luglio e che, con il coordinamento della Presidenza del Consiglio, deve essere declinata in azioni concrete e efficaci per raggiungere gli Obiettivi dell’Agenda 2030; di agire a favore dell’eliminazione dell’utilizzo dei combustibili fossili come fonti energetiche, favorendo così i processi di de-carbonizzazione della nostra economia.

Il manifesto chiede – sottolineano dal Panda nazionale – di favorire la transizione ad un sistema economico “capace di una visione di lungo periodo” che abbandoni “l’assunzione di un’infinita espansione dei consumi di energia, di materie prime e di trasformazione dei sistemi naturali” e che, attraverso la revisione dei propri obiettivi di impresa, di pubblica amministrazione, di comunità, “consideri le nostre città, i nostri territori e il nostro pianeta come casa comune e luogo per realizzare un benessere equo e sostenibile”. Il documento impegna, inoltre, a riconoscere la centralità del capitale naturale (risorse naturali, biodiversità, ecosistemi e loro servizi) come base essenziale per il nostro benessere.

L’S.O.S. del Wwf chiede infine di impegnarsi ad avviare processi produttivi che imitino i processi circolari della natura. Obiettivi impegnativi ma indispensabili, che potranno essere sottoscritti in calce al manifesto da istituzioni, aziende e organizzazioni: tra i primi firmatari il Wwf segnala aziende come Barilla, Mutti, Novamont, Sofidel, Unilever Italia e Wind Tre.