L’Ue propone tre nuovi modelli per i conti economici ambientali

[28 maggio 2014]

Il quadro comune per la raccolta, la compilazione, la trasmissione e la valutazione di conti economici ambientali europei si è arricchito di tre nuovi modelli contabili: uno per i conti delle spese per la protezione dell’ambiente; uno per i conti del settore dei beni e servizi ambientali; uno per quelli dei flussi fisici di energia. L’Ue, con regolamento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea  di oggi  modifica il regolamento sui conti economici ambientali europei del 2011.

Quindi, in base al nuovo quadro, gli Stati dovranno compilare una serie di conti ambientali raggruppati adesso in sei moduli. Perché oltre a quello per i conti delle emissioni atmosferiche, per le tasse ambientali ripartite per attività economica e per i conti dei flussi di materia a livello di intera economia, la Commissione europea ne ha aggiunti altri tre. E lo ha fatto al fine di contribuire direttamente alle priorità dell’Unione in materia di crescita verde e di utilizzo efficace delle risorse, fornendo informazioni su determinati indicatori: la produzione di beni e servizi destinabili alla vendita e l’occupazione nel settore dei beni e servizi ambientali, la spesa nazionale per la protezione dell’ambiente e l’utilizzo dell’energia.

Dunque, per “spese per la protezione dell’ambiente”, si deve intende le risorse economiche destinate dalle unità residenti allo scopo. La protezione dell’ambiente comprende tutte le attività e azioni volte a prevenire, ridurre ed eliminare l’inquinamento e ogni altra forma di deterioramento dell’ambiente. Tali attività e azioni comprendono tutte le misure adottate al fine di ripristinare la situazione ambientale dopo che si sia verificato il degrado, ma non comprendono le attività che – anche se benefiche per  l’ambiente – rispondono in primo luogo alle esigenze tecniche o ai requisiti interni di igiene o di protezione e sicurezza di un’impresa o di un’altra istituzione.

I conti delle spese per la protezione dell’ambiente – così come quelle dei moduli per i settore dei beni e servizi e per quello dei flussi di energia – devono essere presentati in forma coerente con i dati forniti a norma del sistema europeo dei conti (Sec). Tali dati consentono di stabilire la spesa nazionale per la protezione, definita come “la somma degli impieghi di servizi di protezione da parte delle unità residenti, e la formazione lorda di capitale fisso per la realizzazione delle attività e dei trasferimenti che non sono la contropartita dei precedenti aggregati, meno i finanziamenti da parte del resto del mondo”.

Il “settore dei beni e dei servizi ambientali” riguarda le attività di produzione di un’economia nazionale che generano prodotti ambientali (beni e servizi ambientali). Ossia  quelli realizzati per scopi di protezione dell’ambiente e di gestione delle risorse. La gestione delle risorse comprende la conservazione, il mantenimento e il miglioramento dello stock di risorse naturali e, pertanto, la loro tutela da fenomeni di esaurimento.

I “conti dei flussi fisici di energia”, invece attengono alla registrazione in modo coerente dei flussi fisici di energia verso le economie nazionali, dei flussi che circolano nell’ambito dell’economia e degli output verso altre economie o verso l’ambiente. Tali conti registrano dati sull’energia per quanto riguarda le attività economiche delle unità residenti delle economie nazionali secondo una ripartizione per attività economica. Essi presentano l’origine e la destinazione delle risorse, dei prodotti e dei residui energetici. E le attività economiche comprendono la produzione, il consumo e l’accumulazione.

I conti economici ambientali europei per essere utili dovranno essere utilizzati in modo attivo e preciso in tutti gli Stati membri e nell’elaborazione di tutte le pertinenti politiche dell’Unione, quale elemento chiave per le valutazioni d’impatto, per i piani d’azione, per le proposte legislative e per gli altri risultati significativi del processo politico. La contabilità ambientale può, infatti, svolgere un ruolo di grande utilità, fornendo un quadro e procedure di stima per i dati mancanti. E può sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica in relazione agli effetti ambientali dell’attività economica.