Marciana Marina diventa il primo Comune “plastic free” dell’Elba

Da aprile 2019 saranno banditi alcuni prodotti monouso, sia in occasione di sagre e manifestazioni pubbliche sia per la rivendita e il trasporto di prodotti commerciali o artigianali

[4 dicembre 2018]

Poche settimane fa il Parlamento europeo ha approvato il divieto al consumo nell’Ue di alcuni prodotti in plastica monouso: una normativa che, se approvata in via definitiva, vieterà a partire dal 2021 la vendita all’interno dell’Ue di articoli in plastica monouso, come posate, bastoncini cotonati, piatti, cannucce, miscelatori per bevande e bastoncini per palloncini. Una strada sulla quale Marciana Marina si è portato avanti, divenendo il primo Comune “plastic free” dell’Elba e uno dei primissimi in Toscana.

L’ordinanza pubblicata ieri sull’Albo Pretorio ha infatti come obiettivo la minimizzazione dei rifiuti, e avrà efficacia trascorsi 120 giorni dalla pubblicazione per consentire lo smaltimento di tutte le scorte attualmente nei magazzini: a partire da aprile 2019, quindi, a Marciana Marina saranno banditi alcuni prodotti monouso come piatti, bicchieri, posate, cannucce, bastoncini cotonati,sacchetti, sia in occasione di sagre e manifestazioni pubbliche che per la rivendita e il trasporto di prodotti alimentari e bevande altri prodotti commerciali o artigianali.

«Marciana Marina che dal mare e dalla terra trae da secoli cultura, tradizioni e ricchezza – ha dichiarato il Sindaco Gabriella Allori – non può rimanere indifferente di fronte ad un pericolo incombente dovuto al degrado ambientale provocato dall’uso sconsiderato di materiali che non sono biodegradabili e che rischiano di mettere in crisi l’intero ecosistema delle isole, territori ancora più fragili rispetto a quelli continentali. La “rivoluzione plastic free” è ormai iniziata e dobbiamo scendere tutti in campo: dai ricercatori che nei laboratori delle università più prestigiose sono al lavoro per cercare di trovare una soluzione al problema,ai provvedimenti coraggiosi delle istituzioni che, attraverso meccanismi premianti e campagne di informazione, facilitino un’inversione di tendenza, alla scuola che educhi fin dalla più tenera età al rispetto della natura».

Si tratta di un provvedimento che va a incidere su un’area già fortemente provata dal punto di vista della presenza di rifiuti marini: come noto ormai da anni, infatti, di fronte all’Elba (circa 10 miglia a nord dell’isola) c’è un “vortice” di rifiuti marini, soprattutto microplastiche, che le correnti e le foci dei fiumi più a nord spingono in una sorta di “zona di bonaccia”. È chiaro che l’intervento di un singolo Comune non potrà essere risolutivo, ma lancia un importante e fattivo messaggio. Molto resta da fare, soprattutto nell’ambito di una corretta gestione del ciclo integrato dei rifiuti, dato che – come mostrano le numerose indagini – condotte negli anni da Legambiente, in Italia le principali cause della presenza di rifiuti marini sono infatti «cattiva gestione dei rifiuti urbani (49%), pesca e acquacoltura (14%) e mancata depurazione (7%)». Un problema la cui reale natura dovrà essere affrontata anche grazie a una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini.

Non a caso spiega l’assessore all’Ambiente di Marciana Marina, Donatella Martorella, conferma che  sono « in programma altre campagne di educazione ambientale, grazie anche al coinvolgimento di associazioni ambientaliste,  coinvolgendo i cittadini e le scuole, i comitati e le associazioni, perché curare il verde o il paesaggio è un modo per rafforzare il senso di comunità, un’occasione per prendersi cura tutti insieme del nostro irripetibile “Scoglio”».