Bastianoni: «Vogliamo sapere cosa pensano i cittadini»

Mare e rinnovabili: basta 1 minuto per aiutare lo sviluppo delle blue energy in Toscana

Dall’Università di Siena un questionario (in forma anonima) per sapere in quanti sono favorevoli a coltivare l’energia pulita

[3 aprile 2018]

Con oltre 7mila chilometri di coste, l’Italia ha da sempre un rapporto simbiotico col mare, a maggior ragione in quei territori – come la Toscana, che di chilometri costieri ne ha 397 – che vi si affacciano direttamente. Da sempre centro di scambi culturali, commerciali e fonte di risorse, il mare rappresenta oggi una nuova frontiera: quelle delle energie rinnovabili racchiudibili all’interno della terminologia blue energy, che racchiude le fonti di energia marina derivanti dal moto ondoso, dalle maree, dalle correnti e dai gradienti di salinità e temperatura insieme ad altre forme energetiche alternative legate all’impiego dell’eolico off-shore e all’utilizzo di biomasse acquatiche, come ad esempio le alghe.

Per sviluppare questo enorme potenziale l’Ue sta co-finanziando con 2,4 milioni di euro il progetto di ricerca Maestrale coordinato a livello europeo dall’Università di Siena, che pone al centro le soluzioni tecnologiche più avanzate per lo sviluppo dell’energia marina nell’area del Mediterraneo.

Perché le blue energy possano incontrare un concreto sviluppo è però naturalmente indispensabile l’istallazione di impianti sul territorio (on e off-shore), necessari per la produzione di energia pulita. Si tratta di impianti a impatto ridotto, ma pur sempre – come per ogni attività umana – diverso da zero, e qui entrano in gioco la responsabilità e la disponibilità della cittadinanza a convivere con questi impianti.

Si tratta di un punto focale per lo sviluppo delle energie rinnovabili, come più volte abbiamo evidenziato su greenreport, dove la buona comunicazione gioca un ruolo fondamentale. Da una parte, infatti, circa il 90% degli italiani guarda con favore alle fonti pulite; dall’altra, però, i dati di fatto mostrano come i tre quarti di tutte le infrastrutture e impianti energetici contestati lungo lo Stivale abbiano a che fare proprio con le rinnovabili. Una distanza che è necessario colmare ricorrendo appunto a una migliore comunicazione, oltre che a un maggior confronto coi territori.

«Vogliamo sapere cosa pensano i cittadini prima di cominciare a parlare in concreto di tecnologie per l’utilizzazione di energie dal mare», spiega a greenreport Simone Bastianoni, ordinario di Chimica dell’ambiente e dei beni culturali all’Università di Siena nonché coordinatore del progetto Maestrale. Ecco perché l’Università di Siena, nell’ambito del progetto Maestrale, ha lanciato un veloce questionario (disponibile qui, https://goo.gl/KmG8gE) per sapere quanto i cittadini conoscano le blue energy e cosa ne pensino di una loro eventuale realizzazione lungo la costa toscana: è sufficiente 1 minuto per completare il questionario – durante il quale i dati verranno raccolti in forma totalmente anonima, utilizzati al solo scopo di ricerca scientifica e conservati per un tempo limitato – e offrire così il proprio concreto contributo per lo sviluppo del territorio grazie all’energia pulita del mare. «Nei prossimi mesi – chiosa Bastianoni – mostreremo i risultati delle nostre analisi di sostenibilità ambientale e di fattibilità economica per offrire ulteriori spunti di riflessione ed arrivare a soluzioni condivise».