Oggi e domani a Caserta i rappresentanti dei paesi che si affacciano sul Mare Nostrum

Il Mediterraneo insieme per il riciclo: «L’epoca delle risorse abbondanti a basso costo è finita»

«Da anni, qui i rifiuti sono già la prima fonte di materie prime autoctone»

[30 maggio 2014]

Gestire il ciclo intergrata dei rifiuti urbani o industriali in termini efficienti, tutelando economia e ambiente, è una necessità ineludibile per tutti i Paesi, soprattutto per quelli che si affacciano su un bacino comune, delicato e importante, come quello del Mediterraneo. Ecco perché oggi i membri dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo (Apm) si sono riuniti nella Reggia di Caserta per una due giorni significativamente intitolata Waste management in the mediterranean countries.

L’Apm, organizzatrice dell’evento, è un’organizzazione internazionale istituita nel 2005 su iniziativa dell’Onu, che promuove la cooperazione politica, sociale ed economica nell’area del Mediterraneo, e ha chiamato a raccolta rappresentanti sia dei Paesi europei che sia affacciano sul Mediterraneo (Bosnia-Erzegovina, Grecia, Italia, Malta, Monaco, Portogallo e Serbia) sia dell’area inerente la sponda africana (Algeria, Egitto, Giordania, Israele, Mauritania, Marocco, Tunisia e Turchia).

«Sulle sponde del Mediterraneo europeo, ormai da anni i rifiuti sono diventati la prima fonte di materie prime – afferma Giancarlo Morandi, presidente del Cobat – soprattutto in un Paese come l’Italia assolutamente scarso di risorse minerarie. Una filiera nata quasi esclusivamente per esigenze ambientali, che tutt’ora rimangono, si è dimostrata di fondamentale importanza per lo sviluppo industriale e per la creazione di nuove opportunità di lavoro. L’Italia è la prima nazione europea per l’importanza delle sue aziende che riciclano i materiali raccolti come rifiuti: da quelli urbani, ai rifiuti pericolosi come le batterie al piombo, a quelli che rappresenteranno un’emergenza nell’immediato futuro come i pannelli fotovoltaici. Mettere a disposizione di tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo le nostre conoscenze ed esperienze crediamo possa accelerare senz’altro positivamente quanto già in essere nei diversi stati».

È per questo significativo che a organizzare il consesso, all’interno dell’Apm, sia stato proprio il Panel sul commercio e gli investimenti nel Mediterraneo, che – nelle parole del suo co-presidente Alessandro Ortis, ha chiamato a convegno «rappresentanti di Istituzioni e del mondo industriale, Associazioni ed esperti interessati a sviluppare un dialogo finalizzato alla promozione di quadri normativi, collaborazioni, cooperazioni internazionali che generino iniziative e accordi mirati a soluzioni vantaggiose per i cittadini, per le attività produttive, per la creazione di posti di lavoro e per tutelare l’ambiente cercando uno sviluppo sostenibile attraverso un percorso condiviso e virtuoso anche in materia di rifiuti».

«L’epoca delle risorse abbondanti e a basso costo – chiarisce infine Luciano Morelli, presidente della Confindustria di Caserta – è finita. Lo sviluppo di materiali riciclati e la corretta gestione dei rifiuti urbani e industriali consentono di ridurre al minimo il ricorso alla discarica per preservare le risorse naturali, per aumentare la competitività di molti settori industriali e, non ultimo, di ridurre le emissioni di gas serra».