Mediterraneo, ecco “Prima”: sicurezza del cibo e dell’acqua e agricoltura sostenibile

Accordo parlamento. Consiglio europei per la creazione dell’Agenzia Prima

[14 aprile 2017]

E’ stato raggiunto l’accordo fra Parlamento europeo e Consiglio europeo, supportati dalla Commissione europea, per la creazione dell’Agenzia per l’attuazione del programma Partnership for research and innovation in the mediterranean area (Prima), di cui è coordinatore, per conto del ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), Angelo Riccaboni dell’università di Siena, che non nasconde la sua soddifazione: «Dopo 5 intensi anni di lavoro è stato raggiunto un traguardo prezioso per il rafforzamento della cooperazione euro-mediterranea, con il contributo determinante del Miur che, come leader del Programma, ha sempre creduto nell’importanza strategica dell’iniziativa ai fini di uno sviluppo sostenibile dell’area del Mediterraneo».

Secondo l’università di Siena, «La ricerca e l’innovazione nel settore idrico e agro-alimentare possono rappresentare uno strumento importante per il dialogo e la cooperazione fra i paesi euro-mediterranei e per uno sviluppo economico e sociale sostenibile e duraturo nel tempo».

Ora che è stato raggiunto l’accordo istituzionale, inizia il percorso operativo che porterà a lanciare i primi bandi per finanziare partnership di ricerca e innovazione fra istituzioni e imprese delle due coste mediterranee a fine 2017.

Nei prossimi 10 ani, Prima  gestirà oltre mezzo miliardo di euro sui temi dell’innovazione nei sistemi alimentari, delle tecnologie per la sostenibilità e la sicurezza in agricoltura, dell’uso efficiente delle risorse idriche. Tra le risorse messe a disposizione, 220 milioni arriveranno dalla Commissione europea nell’ambito del programma quadro per la ricerca Horizon 2020, e oltre 300 milioni dai 18 Paesi partecipanti, che attualmente sono 11 Paesi dell’UE (Cipro, Croazia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna) e 7 Paesi non Ue (Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Tunisia, Turchia).

Chris Agius, segretario parlamentare della presidenza di turno maltese del Consiglio dell’Ue sottolinea che «Il progetto di cooperazione Prima aiuterà a migliorare la salute e il benessere dei popoli che vivono nell’area mediterranea e incoraggerà la crescita economica e la stabilità nel lungo periodo. L’accordo raggiunto permetterà al programma Prima di essere operativo dall’inizio del 2018, come avevamo prefissato».

La ministra dell’istruzione Valeria Fedeli, conclude: «Per affrontare le grandi sfide ambientali e sociali del Mediterraneo la ricerca e l’innovazione possono svolgere un ruolo centrale. Sistemi agricoli più sostenibili, miglior uso dell’acqua e sviluppo delle imprese del settore alimentare possono contribuire alla crescita economica e sociale dell’area, anche ai fini della gestione dei fenomeni migratori. Alzare muri non porta a nulla. Dobbiamo costruire ponti fra i popoli e il Miur, con la guida dell’iniziativa Prima, si sta fortemente impegnando in tale direzione».