Metalli non ferrosi, l’Ue stabilisce le tecniche migliori per la produzione

[30 giugno 2016]

metalli non ferrosi

Sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi sono state pubblicate le conclusioni sui documenti di riferimento delle migliori tecniche disponibili (Bat) per la produzione dei metalli non ferrosi; le ha stabilite la Commissione Ue, con decisione di esecuzione coerente alla direttiva sulle emissioni industriali (la numero 75 del 2010).

Il documento si riferisce a una serie di attività industriali come l’arrostimento o sinterizzazione di minerali metallici; la lavorazione di metalli non ferrosi (produzione da minerali, da concentrati o materie prime secondarie attraverso procedimenti metallurgici, chimici o elettrolitici e fusione e lega compresi i prodotti di recupero e funzionamento di fonderie di metalli non ferrosi); la produzione di carbonio (carbone duro) o grafite per uso elettrico mediante combustione o grafitizzazione. In particolare riguardano la produzione primaria e secondaria di metalli non ferrosi; la produzione di ossido di zinco da fumi durante la produzione di altri metalli; la produzione di composti del nichel dalle acque madri durante la produzione di un metallo; la produzione di silico-calcio (CaSi) e silicio (Si) nello stesso forno in cui avviene la produzione di ferrosilicio; la produzione di ossido di alluminio dalla bauxite prima della produzione di alluminio primario, qualora questo sia parte integrante della produzione del metallo; il riciclo di scorie saline di alluminio; la produzione di elettrodi di carbonio e/o grafite.

E’ da ricordare che le tecniche elencate e descritte nelle conclusioni non sono né prescrittive né esaustive. Infatti si possono utilizzare altre tecniche purché assicurino un livello di protezione ambientale almeno equivalente a quelle fissate. Per esempio nelle conclusioni sulle Bat per la produzione di metalli non ferrosi sono forniti livelli di emissione associati alle migliori tecniche disponibili per le emissioni nell’aria che si riferiscono a condizioni normali: gas secco ad una temperatura di 273,15 K e una pressione di 101,3 kPa.

Le conclusioni sui documenti di riferimento sono l’elemento fondamentale dei documenti sulle Bat. Ossia di quelle tecniche che sono il riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione per le installazioni di attività industriali.

Infatti, gli impianti (quelli elencati nella direttiva) devono essere dotatati dell’autorizzazione integrale ambientale (Aia) che è un’autorizzazione unica rilasciata a conclusione di un unico procedimento che permette la cessione (a certe condizioni) di inquinanti in aria, acqua, suolo e sottosuolo.  Per controllare le emissioni industriali, l’Unione europea ha sviluppato un quadro generale basato su un sistema di autorizzazioni integrate. Secondo questo approccio le autorizzazioni devono tener conto di tutte le prestazioni ambientali di un impianto per evitare che l’inquinamento sia spostato da un elemento, come l’atmosfera, l’acqua e la terra, a un altro. Si dovrebbe dare la priorità alla prevenzione dell’inquinamento, intervenendo alla fonte e garantendo un uso e una gestione prudente delle risorse naturali.