Nell’ultimo anno i rifiuti gestiti dall’azienda sono aumentati di 54.986 tonnellate

Mille dipendenti, 1,5 milioni di euro di utili e 7 in investimenti: i numeri di Sei Toscana

Si tratta di una tra le aziende più importanti dal punto di vista occupazionale di tutta la Toscana meridionale

[13 luglio 2017]

Andando oltre la coltre sollevata dal commissariamento e dall’inchiesta resa nota nel novembre 2016 (e ancora in corso) per accertare eventuali reati individuali nella gara che ha portato all’affidamento della gestione dei rifiuti urbani nell’Ato Toscana Sud, i numeri portati a bilancio dal vincitore di quella gara – Sei Toscana – mostrano un’azienda sana, in grado non solo di garantire un servizio essenziale alla cittadinanza in un momento di incertezza, ma anche di produrre un importante valore economico.

Nel bilancio dell’esercizio 2016 approvato ieri dall’assemblea dei soci di Sei Toscana i valori sono tutti in nero: utile netto di circa 1,5 milioni di euro e un valore totale della produzione che supera i 170 milioni di euro, registrando un aumento di quasi 5 milioni rispetto all’anno precedente dovuto all’acquisizione dei servizi nei sei comuni livornesi della Val di Cornia. Senza dimenticare gli investimenti, che nel solo 2016 hanno superato i 7 milioni di euro.

Soldi spesi per «garantire un servizio più efficace ed efficiente nei comuni serviti – dettagliano da Sei Toscana – Nello specifico sono stati acquisiti 50 nuovi mezzi per la raccolta e lo spazzamento (camion e spazzatrici); circa 15.000 nuovi contenitori per rifiuti (cassonetti, bidoni, mastelli) per un investimento complessivo di oltre un milione di euro; oltre ad interventi di ristrutturazione e\o realizzazione sulle strutture a servizio della raccolta come cantieri, sedi operative, centri di raccolta e stazioni ecologiche, con un investimento di circa 1.700.000 euro».

Inoltre nell’ultimo anno circa 25.000 cittadini sono stati interessati da attivazioni di nuovi servizi di raccolta, sia domiciliare che stradale, con l’attivazione del porta a porta in alcuni comuni dell’area o la sua estensione in altre zone del territorio servito. Servizi cui vanno aggiunte le aperture dei nuovi centri di raccolta/stazioni ecologiche e le attivazioni di nuovi servizi specifici come la raccolta dell’olio alimentare esausto, la stazione ecologica itinerante e l’attività legata agli ispettori ambientali, senza dimenticare l’attività di educazione ambientale svolte nelle scuole del territorio tramite il progetto “RI-Creazione”, che ha coinvolto circa 8.000 studenti.

Numeri importanti, che per tradursi in operazioni concrete abbisognano di un vasto numero di dipendenti: a livello di forza-lavoro, Sei Toscana conta infatti al 31 dicembre 2016 993 dipendenti (di cui 779 operai), che rendono il gestore unico una tra le aziende più importanti dal punto di vista occupazionale di tutta la Toscana meridionale.

Dallo stato dell’arte alle prospettive, Sei Toscana ricorda che nel corso del 2016 l’azienda, in «accordo con Ato Toscana Sud e le amministrazioni comunali, ha attivato nuovi servizi di raccolta in un lavoro di riorganizzazione su area vasta che proseguirà anche nel prossimo futuro». Per fare cosa? Dal punto di vista industriale nell’ultimo anno Sei Toscana «ha gestito complessivamente oltre 533.663 tonnellate di rifiuti urbani e assimilati (+54.986 tonnellate rispetto al 2015) in un bacino di 900.388 abitanti, con una produzione pro-capite intorno ai 593 kg». L’azienda si occupa di raccogliere i rifiuti urbani e di trasportarli negli impianti di smaltimento posti al di fuori del perimetro della gara, non determinando la tariffa, né le tipologie di servizi né lo smaltimento, come ha avuto modo di chiarire Sei Toscana in passato: ecco perché la leale collaborazione dei diversi soggetti coinvolti (Ato, Comuni, Sei Toscana) nella corretta gestione dei rifiuti urbani, ognuno per il ruolo che gli compete, è fondamentale per migliorare ancora.

L. A.