M’illumino di meno, e ci guadagno: dall’efficienza energetica investimenti per 20 miliardi di euro

Enea: la riqualificazione ‘spinta’ di circa l’1% degli edifici residenziali nelle zone più fredde del Paese potrebbe consentire risparmi fino a 3,4 Mtep e circa 8,5 Mt di emissioni di CO2

[24 febbraio 2017]

Scatta oggi la 13a edizione di M’illumino di meno, la campagna nazionale sul risparmio energetico inaugurata dal programma Caterpillar di Rai Radio 2 che quest’anno, oltre agli ormai noti “spegnimenti” di piazze, monumenti ed edifici pubblici e privati lungo tutta Italia, propone di compiere anche gesti di condivisione contro lo spreco di risorse in tutti gli ambiti e a beneficio della condivisione.

Un richiamo alla pubblica attenzione che, come ogni anno, mette in primo piano la necessità di promuovere l’efficienza energetica. Sia per conseguire importanti traguardi ambientali, sia per ottenere preziosi risparmi economici. Come ricorda l’Enea – che aderisce a M’illumino di meno – un «piano di deep renovation, cioè di riqualificazione ‘spinta’ di circa l’1% degli edifici residenziali nelle zone più fredde del Paese potrebbe consentire risparmi fino a 3,4 Mtep e circa 8,5 Mt di emissioni di CO2 evitate in soli 13 anni (2017-2030), stimolando investimenti per 15-20 miliardi di euro all’anno».

Un tema assai rilevante e portato all’attenzione del Parlamento, dove nei giorni scorsi il presidente Enea, Federico Testa, ha sottolineato l’importanza per il Paese di strategia che integri ambiente, clima, energia e un Piano di ampio respiro incentrato sull’efficienza energetica.

Delineando le possibili linee guida per una nuova Sen, la Strategia energetica nazionale, in audizione al Senato Testa ha evidenziato che «è indispensabile partire fin dall’inizio con un approccio integrato, legando insieme energia, sostenibilità ambientale e clima, nella cornice della svolta segnata dalla COP21 del dicembre 2015 a Parigi e del nuovo winter package della Commissione europea. Per Enea uno dei cardini di questo approccio è l’efficienza energetica che ha il grande vantaggio di essere energia ‘non consumata’ e di mettere insieme ambiente, clima, energia e sostenibilità». Inoltre, rispetto a quanto accade per la maggior parte delle fonti rinnovabili (con significative eccezioni, come nel caso della geotermia), l’efficienza energetica è riuscita già oggi a divenire motore per lo sviluppo di filiere industriali e produttive, di occupazione, reddito e benessere per il Paese: «Le tecnologie per l’efficienza sono fatte in Italia, a differenza di altre tecnologie per le quali siamo debitori verso l’estero. L’efficienza energetica la possiamo fare qui, nelle imprese, nell’illuminazione, nelle comunicazioni, nei trasporti e nell’edilizia, con benefici anche di riduzione dei gas serra».