Nasce a Rosignano il Centro di competenza per l’economia circolare in Toscana

Oggi la presentazione pubblica del “Progetto di continuità e innovazione del Polo di Scapigliato”

[20 febbraio 2017]

«Vogliamo diventare un centro per la migliore applicazione dell’economia circolare a livello mondiale». Paolo Dario, direttore dell’Istituto di Bio-robotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, punta in alto nel presentare le ambizioni del “Centro di competenza per l’economia circolare in Toscana” che sta concretamente prendendo forma a Rosignano.

Dopo la firma dell’Accordo di collaborazione il 7 ottobre 2016, venerdì 17 febbraio i partner – Comune di Rosignano Marittimo, Rea Impianti, Scuola Superiore Sant’Anna, Cnr di Pisa, Confservizi Cispel Toscana, Anci Toscana, Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura della Maremma e del Tirreno – hanno ora discusso e approvato il Piano organizzativo e di sostenibilità del Centro, che scandisce attività, tempi e modalità di funzionamento.

Di che cosa si tratta? Dal Comune di Rosignano descrivono il Centro come «un polo di ricerca regionale che integra competenze scientifiche, tecnologiche e industriali per creare una piattaforma che sviluppa ricerca, crea prototipi, prodotti e nuove imprese per valorizzare l’economia circolare. Seguendo infatti i meccanismi dell’economia circolare, basati sul trasformazione dei rifiuti in nuovi materiali, si occuperà della valorizzazione dei rifiuti, del recupero degli scarti di lavorazione, della diffusione di una cultura del riciclo e sarà rivolto a imprese, amministrazioni pubbliche e cittadini».

«Con questo Centro vogliamo attivare processi di innovazione tecnologica sulla costa toscana – ha sottolineato il sindaco di Rosignano Marittimo, Alessandro Franchi – in un’area che cresce a livelli inferiori rispetto alla Toscana centrale. Grazie alla presenza di Scapigliato, un polo regionale importante e di prim’ordine a livello nazionale, possiamo sperimentare a Rosignano i processi e le dinamiche dell’economia circolare». Una progettualità che va oltre la nascita del Centro: la più ampia presentazione del “Progetto di continuità e innovazione del Polo di Scapigliato”, pensato per trasformare la più grande discarica della toscana in un progetto industriale impiantistico più ampio in grado di contribuire anche alla riqualificazione del territorio, avverrà oggi 20 febbraio alle ore 17 presso l’Auditorium di Rosignano Solvay (Piazza del Mercato) con un’assemblea pubblica.

Per quanto riguarda più nello specifico il Centro, viene anticipato, questo si articolerà in quatto distinte unità operative – ricerca e innovazione, mercato e imprese, governance locale, formazione e informazione – alle quali si aggiungono le unità di fundraising e di trasferimento e capitalizzazione, con compiti trasversali. La sede fisica del Centro sarà nel Polo di Scapigliato, dove si prevede una struttura operativa «per supportare le imprese nei processi innovativi dell’economia circolare», alla quale si aggiungerà una piattaforma informatica per scambiare informazioni e buone pratiche, creare alleanze strategiche, segnalare aggiornamenti normativi e opportunità di finanziamento con un approccio open innovation.

«Il centro è un laboratorio con competenze tecnologiche e organizzative mirate, stiamo individuando una struttura idonea per ospitarlo – afferma l’amministratore unico di Rit e Rea Impianti Alessandro Giari, che nei giorni scorsi ha dedicato al tema un ampio approfondimento sulle nostre pagine – quindi pochi mesi dopo la firma dell’accordo siamo in grado di partire. Mettiamo a disposizione della Regione la piattaforma, le nostre risorse e le competenze per offrire all’economia toscana l’occasione per fare un salto di qualità».

Del resto già oggi in Toscana non mancano eccellenze puntiformi in fatto di economia circolare, realtà industriali che nei giorni scorsi hanno ospitato anche una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, giunta ad osservare gli esempi virtuosi del territorio. Con l’occasione sono state avanzate due proposte in particolare per dare gambe all’economia circolare (toscana e non solo): un credito d’imposta sugli acquisti di prodotti realizzati in materiale riciclato e un’effettiva implementazione dei Criteri ambientali minimi (Cam) – già previsti ma sovente ignorati – negli appalti pubblici. Leva fiscale da una parte, normative chiare ed efficaci dall’altra. Per far decollare l’economia circolare basterebbe volerlo davvero.