Nel mondo 4 miliardi di persone sono senza protezione sociale (VIDEO)

Ilo : necessari giganteschi sforzi per garantire che il diritto alla sicurezza sociale diventi realtà

[1 dicembre 2017]

L’International Labour Organization (Ilo), ha pubblicato il “World Social Protection Report 2017-19 – Universal social protection to achieve the Sustainable Development Goals” che offre uno sguardo d’insieme delle recenti tendenze dei sistemi di protezione sociale, compresi i piani di protezione sociale, e che, basandosi su  un vasto ventaglio di nuovi dati nazionali, regionali e mondiali sui sistemi di protezione sociale, la loro copertura, le loro prestazioni e sulle spese pubbliche per la sicurezza sociale, denuncia: «Malgrado degli enormi progressi nell’estensione della protezione sociale in molte regioni del mondo, il diritto umano alla sicurezza sociale non è ancora una realtà per la maggioranza della popolazione mondiale»
Secondo il rapporto Ilo, «Solo il 45% della popolazione benefia effettivamente di almeno una prestazione sociale, mentre il restante 55% – 4 miliardi di persone  – sono lasciate senza protezione». Non ci poteva essere foto più impietosa dell’ineguaglianza globale e del fatta che la maggioranza degli esseri umani non godono di diritti che noi consideriamo così normali da non prenderli più nemmeno in considerazione.

Il rapporto dimostra anche qualcosa di più brutalmente clamoroso: «Solo il 29% delle popolazione mondiale dispone di un accesso a una sicurezza sociale globale – in leggera crescita in rapporto al 27% del 2014-15 – mentre l’altro 71%, cioè 5,2 miliardi di persone, non sono o sono solo parzialmente protetti». Tra i fortunati, anche se tendiamo a dimenticarcene, ci siamo noi italiani, così come tendiamo a dimenticarci che questa “fortuna” – seppure costantemente erosa negli ultimi anni dalle politiche neoliberiste – è stata conquistata grazie a lotte per la sicurezza sociale del movimento operaio  e dei sindacati che ora sembrano essere dimenticate tra i reperti del passato.

Eppure, come ricorda il direttore generale dell’Ilo le Guy Ryder, «L’assenza di protezione sociale mette queste persone in una situazione di vulnerabilità di fronte alla malattia, alla povertà, alle ineguaglianze e all’esclusione sociale durante tutta la loro vita. Negare questo diritto umano a 4 miliardi di persone a livello mondiale è un ostacolo considerevole allo sviluppo sociale ed economico. Se numerosi Paesi hanno percorso un lungo cammino per rafforzare il loro sistema di protezione sociale, sono ancora necessari grandi sforzi per garantire che il diritto alla protezione sociale diventi una realtà per tutti»,

Il rapporto raccomanda di «Aumentare le spese pubbliche in materia di protezione sociale per estendere la copertura della protezione sociale, in particolare in Africa, in Asia e negli Stati arabi, per assicurare almeno uno zoccolo di protezione sociale minima a tutti».

L’International Labour Organization demolisce le teorie neoliberiste e di darwinismo sociale tanto care a Donald Trump e ai leader europei dimostrando «il contributo della protezione sociale universale all’eradicazione della povertà, alla riduzione delle ineguaglianze, alla promozione della crescita economica e della giustizia sociale,  così come alla realizzazione degli Obiettivi dello sviluppo sostenibile (Dsg) e mostra come molti dei Paesi in via di sviluppo hanno elaborato dei dispositivi universali».

Il rapporto sottolinea «La necessità di estendere la protezione sociale alle persone che lavorano nell’economia informale come mezzo per formalizzare il loro lavoro e migliorare le loro condizioni di lavoro».

Ma Isabel Ortiz, direttrice del dipartimento protezione sociale dell’Ilo denuncia: «Però, le politiche  di austerità a breve termine continuano a vanificare gli sforzi per lo sviluppo a lungo termine. Gli aggiustamenti di risanamento del bilancio hanno degli impatti sociali negativi considerevoli e compromettono la realizzazione degli Sdg.  Esistono dei margini di manovra di bilancio per estendere la protezione sociale, anche nei Paesi più poveri. I governi dovrebbero essere proattivi nello sfruttare tutte le opzioni di finanziamento possibili per promuovere gli Sdg  e lo sviluppo nazionale grazie al lavoro decente e alla protezione sociale».

Il World Social Protection Report 2017-19 esamina le diverse dimensioni della protezione sociale e fornisce alcuni dati impressionanti ma anche delle soluzioni.

Solo il 35% dei bambini del mondo godono di un accesso reale alla protezione sociale. Circa un terzo dei bambini di tutto il mondo – 1,3 miliardi – non hanno nessun tipo di copertura e la maggior parte di loro vive in Africa e in Asia. In media, solo l’1,1% del Pil viene dedicato alle prestazioni familiari per i bambini tra gli 0 e i 14 anni, il che rappresenta un enorme sotto-investimento a favore dei bambini, Negli ultimi 10 anni, i  finanziamenti  a favore dei bambini sono aumentati soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, ma i livelli di copertura e prestazioni restano spesso insufficienti. Diversi Paesi hanno anche ridotto la protezione sociale dei bambini a causa di politiche di risanamento di bilancio.

La copertura delle persone in età lavorativa resta limitata. Solo il 41,1% delle madri dei nuovi nati  percepiscono un assegno di maternità e 83 milioni di nuove mamme non sono coperte, Solo il 21,8% dei lavoratori disoccupati percepiscono la disoccupazione , mentre 152 milioni di lavoratori senza lavoro non sono coperti. Nel mondo solo il 27,8% delle persone con handicap percepisce una pensione di invalidità.

Il rapporto rivela che nel mondo solo il 68% delle persone che hanno superato l’età di pensionamento  ricevono una pensione di vecchiaia, un risultato legato all’espansione parallela delle pensioni contributive e non contributive nei Paesi a basso e medio reddito. Se le spese dedicate  alle pensioni e ad altre prestazioni per le persone anziane rappresentano in media il 6,9%del Pil, con forti variazioni regionali, il rapporto sottolinea che il livello delle prestazioni è spesso basso e insufficiente  per poter permettere agli anziani di uscire dalla povertà. Un trend che è spesso alimentato dalle misure di austerità, anche in Paesi come l’Italia. Ma ci sono alcuni Paesi che stanno rivedendo la privatizzazione del loro sistema pensionistico perché le politiche di privatizzazione non hanno portato ai risultati promessi. Argentina, Bolivia, Ungheria, Kazakistan e Polonia stanno tornando verso sistemi pensionistici pubblici basati sulla solidarietà.

Il diritto alla salute è praticamente inesistente in molti Paesi, in particolare nelle aree rurali, dove il 56%  della popolazione non ha accesso alla copertura delle malattie contro il 22% delle aree urbane. L?Oit dice che bisognerebbe formare circa 10 milioni di operatori sanitari per avere  una copertura sanitaria universale e garantire la sicurezza umana, comprese le situazioni di emergenza come la crisi di Ebola.

Le cure di lungo periodo – delle quali hanno bisogno soprattutto le persone anziane – escludono più del 48% della popolazione mondiale  e le donne sono colpite da questo gap in maniera sproporzionata, Solo il 5,6% della popolazione mondiale vivono in paesi che offrono la copertura delle cure di lunga durata, previste dalla legge, all’insieme della popolazione. Per questa ragione circa 57 milioni di lavoratori “volontari” non remunerati assicurano il grosso delle cure di lunga durata e sono soprattutto le donne che  si assumono il carico delle cure informali dei membri della lori famiglia.  L’Oit sottolinea che investendo maggiormente in questi servizi di cura, si potrebbe attenuare la povertà delle persone anziane e  produrre milioni di posti di lavoro per far fronte alla penuria di lavoratori qualificati nel settore della cura che sono stimati in 13,6 milioni a livello mondiale.

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  • Social protection is a human right but how many benefit?