Nella Striscia di Gaza anche la gestione dei rifiuti è emergenza: un progetto italiano per cambiare

Nella sua proposta, Erica prevede il coinvolgimento attivo della popolazione locale e degli studenti

[29 settembre 2017]

Come tristemente noto la situazione della Striscia di Gaza è critica sotto molti punti di vista, compreso quello ambientale: sia per il sovraffollamento (è infatti una delle aree più densamente abitate al mondo) sia per la difficoltà ad approvvigionarsi di materie prime e anche di beni primari quali l’acqua e l’energia elettrica (che è fornita solo per alcune ore al giorno). Il servizio di raccolta rifiuti è al momento svolto in modo saltuario e con mezzi spesso non motorizzati, a causa della difficoltà a far entrare nel territorio della Striscia forniture dall’esterno. Inoltre, i siti di conferimento dei rifiuti (raccolti oggi in modo indifferenziato) sono spesso discariche non controllate, con conseguenti rischi per la salute pubblica.

Partendo da questi presupposti l’ad di Erica soc. coop. Roberto Cavallo ha siglato un contratto con l’Aics (Associazione italiana per la cooperazione allo sviluppo), sede di Gerusalemme, per la realizzazione di un progetto di gestione dei rifiuti all’interno di otto campi profughi della Striscia di Gaza: la proposta prevede lo studio della situazione nell’area di Gaza in termini di raccolta dei rifiuti in collaborazione con l’agenzia dell’Onu presente sul territorio e con le autorità locali, per definire poi un progetto operativo che consenta il miglioramento delle condizioni sanitarie e di vita per i residenti, a partire dal servizio di raccolta dei rifiuti.

«Lavorare a Gaza – ha dichiarato Cavallo – è per noi un grande privilegio: speriamo che la nostra esperienza, in Europa e in realtà come la Tunisia, possa servire a costruire insieme alla popolazione locale e alle agenzie che la supportano un progetto replicabile e sostenibile, in grado di migliorare le condizioni di vita e le reti e i legami sul territorio, oltre a essere occasione di sviluppo di nuove competenze e professionalità per i giovani della Striscia. Siamo coscienti che questo potrebbe essere per Gaza un momento di svolta importante, come ci dicono le cronache, e pensiamo che scegliere di investire sull’ambiente significhi fare un passo importante verso il futuro di questi territori e dei molti giovani che li abitano».

Il piano dovrà essere realizzato, preliminarmente, in almeno un campo profughi. Nella sua proposta, Erica prevede il coinvolgimento attivo della popolazione locale e degli studenti, in modo da creare un progetto applicabile al territorio e che possa portare dei benefici quali l’introduzione delle raccolte differenziate con recupero di materiali e la riduzione della necessità di discariche, ma anche la valorizzazione e trasformazione in compost della frazione organica, che in un’area desertica può garantire una maggiore fertilità dei terreni e una minore necessità di utilizzare l’acqua per l’irrigazione.