Non solo Enel, anche la Pes di Rosignano Solvay tra i protagonisti di Cerro Pabellón

La prima centrale geotermica del Sud America nasce dal know how maturato in Toscana lungo due secoli, che ha permesso non solo di produrre energia rinnovabile ma offerto anche occasioni di crescita economica per il tessuto imprenditoriale locale

[6 giugno 2018]

La centrale geotermica di Cerro Pabellón si trova nel deserto di Atacama, in Cile: è costata 320 milioni di dollari ed è composta da due unità, con capacità installata lorda di 24 MW ciascuna – la prima ha iniziato a fornire energia a fine marzo, la seconda unità diventerà pienamente operativa in ottobre, ma ancora oggi l’impianto è in fase di espansione – e rappresenta un primato mondiale per l’industria geotermica. Un primato che parte dalla Toscana.

Cerro Pabellón è stata inaugurata lo scorso anno e non solo rappresenta la prima centrale geotermica del Sud America ma anche la prima a essere costruita a 4.500 metri sopra il livello del mare, per di più in un deserto. Per garantire risultati ottimali a fronte delle estreme condizioni locali della sua ubicazione ha dovuto incorporare le più avanzate tecnologie geotermiche, che portano tutte la “firma” toscana: oltre al know how degli ingegneri Enel green power che operano nelle aree geotermiche dislocate tra le province di Pisa, Siena e Grosseto – è proprio in Toscana che la geotermia è stata impiegata per la prima volta al mondo per fini industriali, esattamente due secoli fa – alla realizzazione della centrale ha contribuito anche la Pes di Rosignano Solvay (LI): la multinazionale italiana (i 250 dipendenti oltre che in Italia e Cile sono prsenti anche in Brasile, Sud Africa, Emirati Arabi Uniti, Messico, Usa, Mozambico, Bulgaria e Romania) è stata responsabile della costruzione di tutto il Bop (Balance of Plant) e del Gathering system.

Come spiegano alla nostra redazione da Rosignano Solvay, Pes è stata presente in cantiere con punte di oltre 500 persone, svolgendo attività per circa 700.000 ore senza nessun infortunio, mettendo a frutto la sua esperienza come fornitore storico di Enel green power, maturata nella manutenzione delle centrali geotermiche e nella costruzione di condutture di acqua e vapore a Larderello e nell’area geotermica del Monte Amiata.

Uno degli esempi più lampanti di come la geotermia non rappresenti solo una forma di energia rinnovabile, ma anche una concreta possibilità di crescita economica per il tessuto imprenditoriale locale.

L. A.