Ancora nessun dettaglio su ammontare dell’investimento e tempi di realizzazione

Nuova vita per la centrale Enel di Piombino, firmato il preliminare per la cessione dell’area

A tre anni dall’inizio del progetto Futur-e si delineano bonifiche e futuro dell’impianto: oltre all’area commerciale e turistica anche ricerca scientifica e agricoltura sperimentale

[3 agosto 2018]

La centrale termoelettrica di Piombino, Torre del sale, non brucerà mai più olio combustibile. Rappresenta ormai da molti anni un impianto marginale oltre che inquinante, tanto che già nel 2015 – attraverso il progetto Futur-e – Enel l’aveva inserito tra quelli in dismissione, in attesa di riconvertire l’area (140 ettari, di cui 40 direttamente occupati dalla centrale) a nuova vita. Dopo anni di tentennamenti adesso sembra affacciarsi una svolta: Enel è al lavoro insieme alla Regione Toscana, al Comune di Piombino e alla società Stigliano Sviluppo srl per la riqualificazione del sito.

Rispetto alla prima proposta presentata da Stigliano Sviluppo, incentrata principalmente su uno sviluppo del sito a vocazione commerciale – una soluzione ventilata già tre anni fa – il progetto sarà integrato con ulteriori funzioni, tra cui turistico ricettivo e ricreativo, nonché funzioni di ricerca scientifica e agricoltura sperimentale; nessun riferimento ufficiale invece, almeno al momento, all’ipotesi di un contemporaneo raddoppio della vicina oasi Wwf Orti-Bottagone come nell’ipotesi avvalorata dal sindaco Giuliani nella primavera 2015. Di certo ci sarà però la bonifica dell’area della centrale.

Un lavoro che rimane in carico a Enel, mentre quelle di demolizione e di nuove realizzazioni saranno effettuate da Stigliano Sviluppo: operazioni che – fanno sapere Regione, Comune e Enel – verranno «organizzate in modo da garantire per quanto possibile i cantieri in parallelo, riducendo così i tempi necessari per la rinascita del sito».

«Dopo bonifiche e demolizioni, la seconda fase del percorso verso la nuova vita del sito di Piombino sarà la realizzazione del progetto che – si spiega in una nota congiunta – prenderà il posto dell’ex centrale: a seguito di una procedura competitiva di vendita, Enel ha firmato il preliminare per la cessione dell’area con Stigliano Sviluppo, che si sta confrontando con Regione e Comune in merito agli aspetti urbanistici e al conseguente percorso autorizzativo da avviare per la realizzazione della proposta di riqualificazione».

Ne risulta una fase in cui ancora non trapela nessun dato ufficiale sulle somme in gioco e i tempi di realizzazione, anche se i soggetti coinvolti garantiscono «numerose opportunità occupazionali grazie ai rilevanti investimenti previsti che verranno realizzati da qui a pochi anni». Di certo c’è invece che questa sarà un’occasione per Enel di poter operare sul campo con operazioni di bonifica innovative, in particolare tramite «l’utilizzo di un trattamento biologico per le aree in cui è stata rilevata presenza di idrocarburi».

«Conclusi con successo i test di nuove tecnologie per la prima fase delle bonifiche, Enel – dettagliano dall’azienda – ha sottoposto i risultati alle competenti autorità regionali per poter avviare le attività. Coerentemente con gli obiettivi di Futur-e, che intende valorizzare tutte le opportunità derivanti da un processo di dismissione, anche le ulteriori fasi di bonifica non si limiteranno ad attività standard ma verranno utilizzate per testare e introdurre soluzioni innovative».