Le nuove regole europee sull’energia potrebbero penalizzare la geotermia

[24 aprile 2014]

La Commissione europea ha adottato nuove norme in materia di aiuti pubblici per progetti nel campo della protezione ambientale e dell’energia, che dovrebbero aiutare gli Stati membri a raggiungere gli obiettivi del 2020 e allo stesso tempo rimuovere le presupposte distorsioni di mercato dovute agli incentivi alle rinnovabili.

Le nuove regole favoriscono un’evoluzione dei meccanismi incentivanti incentrandoli maggiormente sulle regole del mercato: «E’ tempo per le energie rinnovabili di entrare nel mercato – aveva dichiarato al proposito il vicepresidente della commissione, Joaquin Almunia – L’Europa dovrebbe raggiungere i suoi ambiziosi obiettivi energetici e climatici al minor costo possibile per i contribuenti e senza indebite distorsioni della concorrenza nel mercato unico. Cio’ contribuirà a rendere l’energia più accessibile per i cittadini e le imprese europee».

Le nuove regole non convincono però il Consiglio europeo per l’energia geotermica, EGEC, che sostiene che queste nuove norme  potrebbe bruscamente ostacolare la diffusione nel mercato delle tecnologie emergenti per l’energia geotermica.

EGEC è un membro di EREC, l’European Renewable Energy Council, che raggruppa tutti i principali attori dell’industria europea e delle associazioni di ricerca sull’energia rinnovabile ed è anche un membro della Internationl Geothermal Association (IGA).

Secondo quanto prevedono le nuove norme adottate dalla Commissione, per integrare le fonti rinnovabili nel mercato, vi sarà una progressiva sostituzione del “feed-in tariff” con il sistema “feed-in premium”, dopo una fase pilota tra il 2015 e il 2016 che permetterà di testare le procedure su una piccola parte delle nuove capacità di produzione elettrica.

A partire dal 2016 gli incentivi dovrebbero essere concessi a titolo di premio o di certificati agli operatori che vendono l’energia elettrica direttamente sul mercato e  dal 2017 questi incentivi saranno assegnati tramite una procedura di gara aperta a tutte le tecnologie, indipendentemente dalla loro scadenza.

Il prezzo dell’energia rinnovabile sarà quindi composto da due fattori: il valore di mercato dell’energia elettrica, esposto alle oscillazioni della domanda e dell’offerta, e un premio fissato dall’autorita’ pubblica. In tal modo le fonti di energia rinnovabili, dice la Commissione, «saranno sensibili ai segnali di mercato».

EGEC sostiene che «l’energia geotermica ha ricevuto un sostegno molto limitato rispetto a quello ricevuto da altre tecnologie rinnovabili e che le tariffe incentivanti efficaci sono state messe in atto solo negli ultimi anni e in pochi paesi. Le nuove tecnologie geotermiche al pari dei sistemi geotermici avanzati dovrebbero beneficiare degli stessi strumenti, al fine di ottenere la stessa riduzione dei costi. Ma le nuove linee guida impongono una phase-out, anche per le tecnologie emergenti, che rischia di bloccare gli investimenti e l’innovazione in Europa».

«Gli Stati membri, tuttavia, hanno la possibilità di derogare al processo di offerta obbligatoria (e feed- in premium) per le tecnologie che sono in una fase iniziale di sviluppo, per tenere conto dei diversi livelli di maturità, degli ostacoli specifici nonché dei profili di rischio» ha dichiarato Philippe Dumas, Segretario Generale dell’ EGEC.

«La completa esposizione al mercato – ha continuato Dumas – chiaramente non è appropriata per l’energia geotermica nella sua attuale fase di sviluppo, e con ancora molti problemi presenti nel mercato interno».

Con solo cinque nuove centrali elettriche (12 MWe) installate nell’Unione europea nel 2013, lo sviluppo della geotermia non può essere, secondo EGEC, considerato una “distorsione del mercato”.

L’energia geotermica può essere sviluppata ovunque ed ha un potenziale in grado di fornire nel 2030 circa 34 TWh di energia l’anno nell’Unione Europea grazie alle economie di scala, ai nuovi sistemi di perforazione innovativi e alla sostanziale riduzione dei costi tecnologici.