Obiettivo riciclo, il ministro dell’Ambiente in Toscana

Orlando in visita agli stabilimenti di Revet e Revet Recycling, in evidenza i 3 temi fondamentali per il settore

[29 novembre 2013]

Uno standard nazionale di misurazione delle raccolte differenziate, obiettivi di riciclo effettivo e incentivi al riciclo delle materie che non hanno valore di mercato. Sono queste le tre questioni fondamentali per correggere il sistema di gestione del ciclo integrato dei rifiuti, che  sono state portate all’attenzione del ministro dell’ambiente Andrea Orlando, nel corso della visita di oggi allo stabilimento Revet e in particolare ai due impianti che fanno della Toscana un modello unico e virtuoso: l’impianto di selezione del multimateriale  e l’impianto per il riciclo delle plastiche eterogenee.

Il primo tema di cui si è discusso è stata l’urgenza di creare uno standard di misurazione delle raccolte differenziate, perché la mancanza di standard nazionali (in realtà previsti fin dal decreto Ronchi del 1997, ma mai attuati) consente ad ogni regione di stabilire in modo unilaterale parametri e metodi di calcolo delle raccolte differenziate, per cui la stessa percentuale ha in realtà valori reali che cambiano geograficamente. Siccome tale percentuale è direttamente legata all’Ecotassa – con la quale nel ddl ambiente collegato alla legge di stabilità si ipotizza di finanziare gli incentivi al mercato dei prodotti riciclati – avere un parametro valido in tutto il territorio nazionale è fondamentale.

Il presidente di Revet ha sottolineato al ministro la necessità di considerare in modo prioritario gli obiettivi di riciclo effettivo (così come stabilito dall’Ue): «Dal 2008 con la direttiva europea e dal 2010 con il suo recepimento – ha spiegato Valerio Caramassi, presidente di Revet e Revet Recycling – anche il sistema italiano ha assunto obiettivi di riciclo, (ovvero il 50% di quello che viene raccolto). Per questo motivo il sistema Anci/Conai  non può più essere focalizzato solo sulla raccolta differenziata e deve invece considerare la selezione e il riciclo effettivo. Allo stesso modo anche l’allocazione delle risorse deve essere in sintonia con questo obiettivo ridistribuendole equamente tra raccolta differenziata (che è lo strumento) e il riciclo (che è il fine)».

Il tema degli incentivi al riciclo di quelle materie che non hanno valore di mercato è stata l’ultima, ma forse la più importante delle questioni affrontate nel corso della visita. «Immaginiamo un sistema perfettamente funzionante – ha spiegato continuato Caramassi –  sia sulla quantità che sulla qualità della raccolta. Ebbene va considerato che ciò che si raccoglie si divide in materiali che hanno un valore di mercato e in materiali che hanno un disvalore di mercato (come per esempio le plastiche eterogenee). Ecco il riciclo di tutti quei materiali che non hanno valore di mercato dovrebbe dunque essere promosso e incentivato dai consorzi di filiera (che per questo furono costituiti), così come è avvenuto per le energie rinnovabili».

Dopo l’incontro il ministro Orlando ha potuto visitare l’impianto di selezione del multimateriale, che consente a Revet di servire il 90% della popolazione toscana  processando e preparando per il riciclo ogni anno 140mila tonnellate di materiali (plastiche, alluminio, acciaio, vetro e poliaccoppiati come il tetrapak). Subito dopo è stata la volta dell’impianto Revet Recycling per il riciclo e la granulazione delle plastiche eterogenee, la frazione delle raccolte differenziate più critica da gestire, che non avendo valore di mercato, altrove è destinata per lo più a recupero energetico: in Toscana invece diventa granulo che può sostituire la materia vergine e che può essere stampato in nuovi manufatti plastici anche di alta gamma, come nel caso dei particolari per auto motive: ne sono un esempio i componenti degli scooter Mp3 della Piaggio, presente all’incontro col direttore tecnologie di fabbricazione e produzione Carlo Coppola.