Parte la III edizione il progetto di educazione ambientale firmato Sei Toscana

Da oggetti a rifiuti e ritorno: oltre 7.000 studenti toscani alla scoperta di RI-Creazione

Sei percorsi formativi diversificati per approfondire la 4R del ciclo dei rifiuti, toccando con mano gli impianti industriali presenti sul territorio per una gestione sostenibile

[19 ottobre 2017]

Quanti rifiuti produciamo ogni giorno? Come fare una corretta raccolta differenziata? In cosa consiste effettivamente il riciclo? A tutte queste e a molte altre domande risponderanno, tramite lezioni in classe, laboratori didattici e visite agli impianti, gli educatori ambientali selezionati da Sei Toscana per la terza edizione di “RI-Creazione. Da oggetto a rifiuto e ritorno”, il progetto di educazione ambientale promosso dal gestore unico dell’Ato Toscana sud che vedrà partecipare istituti scolastici di 69 comuni del territorio.

Dopo il successo delle prime edizioni (che in due anni ha visto la partecipazione di quasi 12.000 studenti), anche questo terzo anno di attività ha registrato uno straordinario riscontro da parte degli istituti scolastici del territorio: saranno più di 7.000 infatti i ragazzi delle scuole primarie e secondarie che parteciperanno. Come ogni anno l’offerta formativa è molto articolata e prevede sei percorsi diversificati e strutturati in relazione alle varie fasce d’età degli alunni e finalizzati all’approfondimento di una o più delle cosiddette 4R del ciclo dei rifiuti.

«I numeri di questo terzo anno sono più che positivi – commenta il presidente di Sei Toscana, Roberto Paolini – con una crescita significativa di iscrizioni rispetto al 2016. Sei Toscana crede molto nel valore dell’educazione ambientale per promuovere la responsabilità civica, l’impegno individuale e collettivo per la tutela dell’ambiente e del territorio».

Oltre alle lezioni in classe ed ai laboratori alcuni percorsi didattici prevedono visite agli impianti dislocati sul territorio, perché il ciclo integrato dei rifiuti possa essere percepito nella sua concretezza e non solamente in astratto. Un contributo particolarmente importante reso possibile grazie alla disponibilità delle società che gestiscono gli impianti sul territorio e aderiscono al progetto: Aisa Impianti (termovalorizzatore di San Zeno, Arezzo), CRCM (impianto di selezione e valorizzazione delle raccolte differenziate di Terranuova Bracciolini), CSAI (discarica di Podere Rota, Terranuova Bracciolini), Ecolat (impianto di selezione e valorizzazione delle raccolte differenziate di Grosseto), Futura (impianto di selezione e compostaggio delle Strillaie, Grosseto), Sienambiente (termovalorizzatore di Poggibonsi; impianto di selezione, compostaggio e valorizzazione delle raccolte differenziate di Cortine, Asciano; impianto di compostaggio di Abbadia San Salvatore) e TB (impianto di selezione e compostaggio di Casa Rota, Terranuova Bracciolini).

«L’intera filiera del riciclo – dichiara al proposito Leonardo Canzonetti, responsabile dell’impianto Ecolat – è oggi una risorsa fondamentale a tutela dell’ambiente perché garantisce un percorso al rifiuto differenziato, contribuendo a ridurre i conferimenti in discarica e a contrastare le emissioni di CO2, legate alla produzione della materia prima. Per questo è importante aumentare le percentuali di raccolta differenziata educando il cittadino a migliorare la qualità dei materiali raccolti».

«Aderiamo con piacere anche quest’anno al progetto educativo perché – conclude Emanuele Cerri, presidente di CSAI –  riteniamo che i cittadini, a partire dalla nuove generazioni, debbano conoscere da vicino gli impianti che devono chiudere il ciclo dei rifiuti, sia essi urbani che speciali. Le discariche dovrebbero essere necessarie solo per i residui non altrimenti recuperabili. Invece ancora oggi siamo costretti a smaltire rifiuti che sarebbero potuti essere avviati al riciclo.  Ecco l’importanza di questi progetti per educare ad una reale presa di coscienza del problema e delle possibili soluzioni».

L. A.