Due morti e 40 feriti per una scossa di magnitudo 4

Oltre al terremoto c’è di più. Realacci: «L’Isola di Ischia colpita da un esteso abusivismo»

Peduto (geologi): «Il nostro Paese si conferma estremamente vulnerabile. Le misure per la prevenzione non possono non essere al centro dell’agenda del prossimo governo»

[22 agosto 2017]

«Lascia perplesso come un terremoto di tale magnitudo possa provocare danni e vittime nel nostro Paese». Il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Francesco Peduto, commenta sbigottito le conseguenze del sisma che ha colpito alle ore 20:57 di ieri con una magnitudo «pari a 4.0» a 5 km di profondità tra l’isola di Ischia e la costa flegrea, come spiegano oggi gli ultimi dati forniti dalla rete sismica dell’Osservatorio vesuviano (sezione Ingv di Napoli). «Il nostro Paese si conferma estremamente vulnerabile, non ci facciamo mancare niente dal punto di vista dei rischi geologici, non solo rischio sismico, ma anche vulcanico e idrogeologico», continua Peduto, ma c’è dell’altro.

«Due considerazioni sono necessarie da subito – spiega Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera – È evidente che gli effetti del terremoto, che non è stato di violenza devastante, sono stati amplificati dalla scarsa qualità delle costruzioni». Una prospettiva che trova riscontri nei dati forniti dall’Istat: nei due Comuni più colpiti dal terremoto, Casamicciola e Lacco Ameno, rispettivamente il 73,17% e il 77,66% degli edifici residenziali risale a prima del 1981, anno in cui il decreto ministeriale del 7 marzo ufficializzò la “Dichiarazione in zone sismiche nelle regioni Basilicata, Campania e Puglia” sulla base di dati Cnr.

Ma ben più preoccupante dell’età degli edifici è la piaga dell’abusivismo: «L’Isola di Ischia – sottolinea al proposito Realacci – è colpita da un esteso abusivismo che già nel passato ha prodotto vittime, come è accaduto nell’aprile del 2006 quando quattro persone morirono travolte da una frana che investì un’abitazione abusiva. Anche allora si parlò di abusivismo di necessità. Gli atteggiamenti tolleranti e ambigui nei confronti dell’abusivismo possono avere un effetto criminogeno».

Oggi, la concomitanza di questi fattori ha portato a due morti e quasi quaranta feriti, con oltre mille persone che durante la notte – grazie a tre corse appositamente organizzate sotto il coordinamento del Comando generale delle Capitanerie di Porto – hanno lasciato l’Isola di Ischia prima di essere accolte a Pozzuoli dai volontari della Croce rossa italiana, come spiega la Protezione civile ancora al lavoro sul posto.

Ora è il momento di piangere le vittime e soccorrere i feriti, ma le responsabilità di sempre risalgono ai mancati investimenti in prevenzione. Secondo i dati elaborati in seno alla struttura di missione Casa Italia inaugurata dal governo Renzi, e riportati oggi dal Sole 24 Ore, la messa in sicurezza sismica dell’Italia ha un costo che oscilla da 36,8 a oltre 850 miliardi di euro. Al momento però i cantieri pilota inaugurati proprio nell’ambito di Casa Italia riguardano soli 10 comuni, per uno stanziamento di appena 25 milioni di euro. La distanza tra le risorse necessarie e quelle messe in campo dall’esecutivo è evidente, e richiama la necessità stringente di ulteriori interventi, nonché della collaborazione da parte dei privati cittadini. Un connubio che si ritrova nel sismabonus, inserito nell’ultima legge di Bilancio e per il quale si attende un bis in quella oggi in fase di redazione.

«Il sismabonus – spiega Realacci – garantisce fino all’85% di rimborso entro 5 anni per le spese sostenute dai privati per le proprie abitazioni. È effettivamente entrato in vigore da poco. Il suo utilizzo va monitorato e l’estensione ed efficacia potenziata nella prossima legge di bilancio: un passaggio necessario per evitare lutti e danni all’Italia e per favorire anche con risorse private un’edilizia legata alla sicurezza e alla qualità. Su questo lavoreremo nella prossima legge di bilancio».

Un piccolo ma importante passo in avanti, al quale dovranno seguirne molti altri per la reale messa in sicurezza del Paese. Possibilmente all’insegna della concretezza, quella che finora è spesso mancata una volta terminata la fase dell’emergenza, come è purtroppo evidente anche dalla sospensione del vuoto post-terremoto che ancora oggi opprime quell’Italia centrale colpita lo scorso anno: «Si è parlato di tante cose – chiosa Peduto – dall’informativa alle popolazioni alle lezioni nelle scuole, dal fascicolo del fabbricato alle assicurazioni sui fabbricati, dal rifinanziamento della carta geologica a quello per la microzonazione sismica fino alla necessità di abbattere le case abusive, come ribadito ieri anche dal Ministro Delrio. Tante chiacchiere, ma un anno dopo non è stato fatto quasi nulla. Il governo e il parlamento si assumano la responsabilità di decidere in proposito senza farsi distogliere da interessi e lobby varie, come a proposito del fascicolo del fabbricato: ma veramente qualcuno crede ancora alla favola dei tecnici che si arricchirebbero con il fascicolo del fabbricato? Far conoscere lo stato sicurezza delle case dove un cittadino abita o lavora è un fatto di etica innanzitutto, un principio morale prima ancora che una misura di salvaguardia e di prevenzione civile. Le misure per la prevenzione non possono non essere al centro dell’agenda del prossimo governo».