Le tre sfide del Cigno Verde: «Ecoquartieri, riqualificazione energetica degli edifici, mobilità nuova»

Città, parte da Bologna la sfida della rigenerazione urbana

Ma serve una regia nazionale, sono a rischio 7 miliardi di euro di fondi strutturali

[29 ottobre 2013]

Dalla Conferenza Nazionale per le città organizzata da Legambiente a Bologna viene un messaggio chiaro: «Il rinascimento urbano non è un’utopia. La ricetta per trasformare le nostre città in aree urbane sostenibili a livello ambientale, sociale ed economico è semplice, basta amalgamare tre ingredienti: mobilità nuova e sostenibile per uscire dalla morsa di traffico e smog, ecoquartieri per rigenerare le periferie, riqualificazione energetica e statica per rilanciare il patrimonio edilizio. Per farlo ci vuole la voglia e il coraggio di mettersi in gioco e di fare scelte innovative per uscire dall’immobilismo attuale in cui si trovano le metropoli italiane». Il Cigno Verde ha presenta le sue tre proposte: «1) che in Italia si lanci un progetto Ecoquartieri, per realizzare in 100 città una vera rigenerazione ambientale, energetica, sociale; 2) Fare della Nuova Direttiva europea sull’efficienza energetica e i fondi strutturali 2014-2020 la leva per spingere la riqualificazione energetica e statica del patrimonio edilizio esistente; 3) che si cambi politiche dei trasporti in Italia, spostando risorse dalle grandi opere della Legge Obiettivo alle aree urbane e attenzioni verso la Mobilità nuova, introducendo una modifica del codice della strada con l’introduzione del limite dei 30 km orari nei centri urbani e l’istituzione di un fondo per destinare maggiori risorse al trasporto pubblico, collettivo e non motorizzato».

In Italia non esiste una politica nazionale per le città e secondo gli ambientalisti «La confusione di responsabilità rispetto a chi si debba occupare di efficienza energetica o di mobilità sostenibile tra Ministero delle infrastrutture, Ministero dello sviluppo economico, Ministero dell’Ambiente è emblematica. In questi anni nessuno se ne è occupato sul serio e ora, in assenza di un cambiamento, il rischio è che si perdano le risorse europee e altro tempo nell’avviare una strategia di riqualificazione urbana, ambientale e sociale che può avere nel nostro Paese un ruolo fondamentale per uscire dalla crisi economica e aiutare le famiglie, la coesione sociale, la qualità e vivibilità».

Eppure per Legambiente le opportunità per avviare un rinnovamento urbano, anche in termini di risorse, non mancano: «I fondi strutturali europei 2014-2020 per l’efficienza energetica sono pari ad almeno 7 miliardi di Euro. Queste risorse, insieme a quelle dei fondi strutturali per le smart city, possono diventare un volano per la riqualificazione energetica e statica e per dar vita ai progetti degli Ecoquartieri. Inoltre spostando priorità e risorse per le grandi opere previste dalla Legge Obiettivo verso le città si possono mettere in moto cantieri realmente utili per una mobilità nuova. In uno scenario di questo tipo diventa possibile in poco tempo creare almeno 600 mila nuovi posti di lavoro a regime perché legati alla riqualificazione e manutenzione di un enorme patrimonio, che possono arrivare a circa 1 milione considerando tutto l’indotto della filiera delle costruzioni».

Intervenendo alla tavola Alla tavola rotonda di Bologna, il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza ha sottolineato che «La ventesima edizione di Ecosistema Urbano evidenzia la forte situazione di stallo in cui si trovano le aree urbane, dove i problemi legati alla mobilità, all’inquinamento atmosferico, all’erogazione dei servizi restano sempre senza risposte adeguate. La gravissima crisi economica, che ha particolarmente colpito l’edilizia e la contemporanea crisi climatica, insieme alla trasformazione culturale delle città e all’emergere di nuove consapevolezze e nuove domande di cambiamento degli stili di vita, ci impongono oggi un ripensamento radicale per rigenerare i centri urbani. Rigenerare le città significa cambiare modo di concepirle, pensarle e progettarle. Per farlo occorre la collaborazione dei cittadini ed una regia nazionale che metta al centro la riqualificazione urbana, energetica e antisismica del patrimonio edilizio esistente ed il ripensamento del sistema della mobilità. Una rigenerazione fondamentale per fermare il consumo di suolo, per riportare qualità e identità dei centri urbani rispondendo alle sfide delle trasformazioni socio-economiche, dei cambiamenti climatici e degli inderogabili impegni in campo energetico. Ma anche per creare nei prossimi anni nuovi posto di lavoro nel settore dell’edilizia ed aiutare le famiglie nel risolvere i problemi legati alla spesa energetica, all’accesso a case dai prezzi accessibili, al rischio sismico e al progressivo degrado delle periferie. Al di là degli slogan, se parliamo di smart city dobbiamo sapere che stiamo parlando di riorganizzazione di spazi pubblici e residenziali per smart citizens».