Per contrastare la crisi economica la Regione pensa al microcredito d’impresa

[2 agosto 2013]

Un caso divenuto famoso di microcredito è quello della banca dei poveri, la Grameen Bank, di Muhammad Yunus, in Bangladesh, ma quello che si sta realizzando in Toscana, in un contesto naturalmente molto diverso, ha solo un paio di elementi di connessione con l’esperienza di Yunus: fornire un piccolo aiuto a chi si trova in difficoltà non chiedendo troppe garanzie e dare un’alternativa per l’accesso al credito rispetto al solito canale bancario.

In autunno, probabilmente a novembre, aziende e professionisti a corto di liquidità e che vogliono ripartire potranno chiedere piccoli prestiti a tasso zero, fino a 15 mila euro, utilizzando un fondo rotativo che sarà gestito da Sviluppo Toscana, società “in house” che per la Regione si occupa di finanziamenti ed incentivi alle imprese ed opera per la crescita delle competitività del sistema economico.

Il via libera della Regione c’è già stato, a settembre ci sarà l’ultimo passaggio in giunta e poi il bando per l’affidamento dell’assistenza di rete in cui saranno definite regole e requisiti.  A prestare assistenza, informare e indirizzare saranno le associazioni di categoria (Agci, Cna, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confindustria e Lega Coop) che oggi hanno firmato un’intesa con la Regione.

«Con questa iniziativa  vogliamo porgere una mano a tutte quelle imprese e a quelle persone che in questa situazione di crisi hanno voglia di fare e di mettersi alla prova, ma trovano spesso porte chiuse nonostante le garanzie già offerte da Fidi Toscana o i Confidi, perché non hanno patrimonio, per colpa della stretta creditizia o delle difficoltà che attraversano alcune banche anche in Toscana», ha spiegato il presidente della Toscana, Enrico Rossi. «L’idea di fondo, grazie appunto alla collaborazione delle associazioni di categoria è ricreare quel rapporto di vicinanza capace di fare filtro ma anche accompagnare le singole aziende».

Si parte con 3 milioni di euro, a tanto ammonta per il 2013 il fondo messo a disposizione di Sviluppo Toscana, che serviranno ad assicurare almeno 200 piccoli prestiti di emergenza rimborsabili in 5 anni: qualcosa in più se non tutti chiederanno 15 mila euro, ovvero il massimo concesso. L’impegno della giunta è comunque quello di trovare entro il 2014 almeno altri 2 milioni, che consentiranno di aiutare almeno altre 150 aziende. I prestiti saranno senza interessi. Ne potranno beneficiare tutte le piccole imprese, comprese ditte individuali e partite Iva, a corto di liquidità e in difficoltà a continuare la normale attività, di tutti i settori: industria, artigianato, turismo e commercio. Le regole sulle spese ammissibili saranno definite successivamente.

Soddisfatte le associazioni di categoria: «Cinque milioni in due anni, con quasi 350 prestiti a tasso zero da 15 mila euro erogabili ad altrettante aziende non sono pochi».