Per la Uiltec Toscana la coltivazione della geotermia è «strategica» per il territorio

Il Coordinatore lavoratori elettrici Walter Bardelloni ritiene «fondamentale che il sindacato affronti nel dettaglio la questione»

[18 giugno 2018]

L’Unione italiana lavoratori del tessile, energia e chimica (Uiltec), facente capo alla confederazione della Unione italiana del lavoro (Uil), interviene nel merito della coltivazione geotermica in Toscana – e delle sue ricadute socio-economiche sul territorio – con un intervento di Walter Bardelloni, il coordinatore lavoratori elettrici per la Uiltec Toscana.

«La Uiltec Toscana e Area Vasta ritiene fondamentale – esordisce Bardelloni – che il sindacato affronti nel dettaglio la questione della geotermia, considerando che per il settore e per la Toscana in particolare rappresenta una questione della massima importanza, soprattutto in un momento come questo. La questione politica, il tentativo di escludere in maniera impropria la geotermia dalle energie rinnovabili, lo stallo aziendale per ricerca e investimenti, l’incertezza per il rinnovo delle concessioni che la Regione Toscana dovrebbe concedere, la mancanza di progetti specifici per lo sviluppo del territorio insieme alla più generale crisi del sistema Paese ci inducono a manifestare la nostra preoccupazione ed esternare considerazioni e proposte».

Nella sua riflessione Bardelloni prende le mosse dall’area delle Colline Metallifere e dall’Alta Val di Cecina sottolineando, però, come la riflessione sia  da intendersi «più in generale per la Toscana», e afferma che «lo sfruttamento e la garanzia sulla gestione dell’energia geotermica da parte di Enel sia da considerarsi strategico per l’economia del Paese in generale e sostanziale per il territorio che vive direttamente e indirettamente di questa risorsa».

Ecco dunque che per la Uiltec occorre «rilanciare con forza una campagna di sensibilizzazione di tutti i soggetti sociali, istituzioni e cittadini per il rilancio industriale e turistico di questo territorio. Cgil-Cisl-Uil insieme alle categorie di riferimento dovrebbero chiedere per questo – aggiunge Bardelloni – un maggiore coinvolgimento da parte di Enel, istituzioni e parti sociali per definire insieme un progetto di largo respiro che possa interessare industria, commercio e servizi, in modo da produrre un protocollo d’intesa che impegni tutti, oltre che sullo sfruttamento della geotermia, sul miglioramento della viabilità per dare prospettive di sviluppo e diversificazione anche attraverso l’uso del vapore a bassa entalpia, il rilancio del turismo, proponendo su larga scala maggiori conoscenza dei fenomeni naturali che potrebbero diventare mete interessanti per visitatori da tutto il mondo».

Tutti punti attorno ai quali sono stati raggiunti importanti traguardi soprattutto negli anni più recenti, a partire da quando nel 2007 è stato firmato l’Accordo generale sulla geotermia, grazie al quale ai 16 Comuni geotermici toscani vengono già destinati annualmente oltre 30 milioni di euro, senza dimenticare i determinanti contributi offerti dalla coltivazione geotermica in termini di energia prodotta (elettricità e calore), diversificazione economica e attrattiva turistica, come abbiamo più volte ricapitolato anche all’interno di questa newsletter.

Ma è necessario – e possibile – fare di più, anche secondo la Regione Toscana: il presidente Enrico Rossi già nel gennaio di quest’anno ha annunciato di essere al lavoro sulla predisposizione di una nuova legge «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita», annunciando al contempo che la Regione Toscana si «farà promotrice di un Accordo con il ministero dello Sviluppo Economico e con Enel green power per un nuovo programma di sviluppo della geotermia».