Piano industriale, Quagliodromo, 398: Piombino si interroga sulla Variante Aferpi

Bonifiche, Invitalia incaricata ufficialmente di valutare i cumuli ed elaborare proposte operative su interventi di recupero e smaltimento

[21 ottobre 2016]

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Il prossimo 28 ottobre il Consiglio comunale di Piombino sarà chiamato ad adottare la Variante urbanistica per il piano industriale Aferpi, un documento che non cessa di suscitare perplessità sul territorio. Al proposito una nuova assemblea con la cittadinanza è prevista per il prossimo martedì, ma nel mentre il Comune dettaglia la propria posizione. «Con la Variante cerchiamo di creare delle opportunità di lavoro e di favorire chi vuole investire sul territorio – afferma il vicesindaco Stefano Ferrini – La Variante è quindi quello che serve per consentire al piano industriale Aferpi di realizzarsi».

A non essere chiara è però innanzitutto la definizione dello stesso piano industriale, rivisto rispetto alle prospettive iniziali, e che dovrà dunque essere oggetto di «una nuova contrattazione. Se l’agroalimentare non si facesse – pone ad esempio Ferrini – i posti di lavoro dovrebbero essere trovati all’interno della logistica».

«Il piano industriale è cambiato è vero – continua il vicesindaco – Da due forni e un treno rotaie che avrebbe dovuto essere realizzato con il secondo forno, siamo passati a un forno elettrico e un treno rotaie che verrà realizzato sin da subito e questo consentirà comunque di mantenere i livelli occupazionali comunque previsti. Molto importante l’accordo raggiunto che prevede il contratto di solidarietà per tutti i lavoratori  Risultato non scontato ma che ha avuto un esito positivo anche grazie all’intervento del governo. L’azienda ha inoltre cominciato a lavorare sul capitolo dismissioni, un fronte che coinvolgerà anche le ditte dell’indotto».

Guardando a ciò che è stato confermato, l’assessore all’Ambiente Marco Chiarei ricorda la scelta «fatta sulle aree attualmente ricoperte dai famosi “cumuli”, ovvero la definizione di una opportunità di utilizzo di quelle aree a fini produttivi. Una scelta che va in parallelo allo straordinario lavoro che il Comune, la Regione, il ministro dell’Ambiente e la società Rimateria stanno facendo per risolvere un ultradecennale problema. Da una parte creare condizioni di risanamento ambientale e dall’altra generare nuove opportunità di sviluppo e di recupero di aree sino ad oggi considerate irrecuperabili».

Al proposito Chiarei ricorda che per questo progetto di bonifica e messa in sicurezza operativa della falda e dei suoli sono disponibili  i 50 milioni messi a disposizione dal governo per le  bonifiche di aree pubbliche. E a questo punto la disponibilità è reale. Dopo l’estenuante lavoro fatto a più mani che ha visto il coinvolgimento di Comune, Regione, Rimateria, Invitalia, il comitato esecutivo ha affidato ufficialmente l’incarico a Invitalia per avviare una valutazione dei cumuli e per elaborare delle proposte operative su possibili interventi di recupero e smaltimento. Una volta presentate le proposte, sarà possibile capire l’entità delle risorse da impiegare per gli interventi, che il ministero dell’Ambiente si è impegnato a stanziare. Si tratta di un risultato storico perché dopo decenni si chiude una fase dove finalmente viene tracciato un percorso ufficiale all’interno dell’Accordo di Programma del 2014. Ci aspettiamo una proposta operativa da Invitalia per l’inizio del 2017».

«Infine – argomenta l’assessore all’Ambiente – ci sarà massima attenzione sui contenuti delle Autorizzazioni ambientali integrate che la Regione dovrà emettere sui singoli impianti che Aferpi dovrà realizzare. Già oggi nel decreto di non assoggettabilità a Via la Regione indica le prestazioni ambientali che si dovranno raggiungere in termini di emissioni in tutte le matrici ambientali interessate: aria, acqua, suolo. Quindi ancora tanto lavoro ma le scelte pianificatrici della Variante già includono gli obiettivi di risanamento ambientale per un comparto industriale più sostenibile e moderno».

Al proposito, gli aspetti maggiormente discussi e criticati sono quelli relativi all’occupazione aggiuntiva di un’area al Quagliodromo, attualmente esterna  al perimetro industriale, e il tracciato del secondo lotto della 398. Strada che al momento viene prevista a «una distanza di 70 metri dalle abitazioni», separata da queste da «un filtro verde con un’area a parco» e «una pista ciclo pedonale che congiungerà il Cotone alla città». In ogni caso, «la strada sarà assoggettata a Via con un iter procedurale autorizzativo. Se il progetto risulterà incompatibile, il tracciato sarà rivisto».

Per quanto riguarda invece il Quagliodromo, la Variante individua 76 ettari – al momento liberi – da dedicarsi a collegamenti infrastrutturali. «A fronte di questi 76 ettari in più – afferma l’assessore all’urbanistica Carla Maestrini – altri 145 ettari verranno dismessi dagli usi industriali per essere destinati a funzioni più leggere (commerciali, artigianali, di servizio…) nell’area contigua a Città Futura (circa 23 ettari) o per essere destinati alla logistica (area dei cumuli e ex area a caldo pari ad altri122 ettari). Ci sarà pertanto un ripensamento complessivo che avverrà in tempi diversi. Altri 47 ettari tra il quartiere Cotone-Poggetto e la linea ferroviaria saranno destinati ad accogliere nuove categorie produttive».

Argomentazioni che finora non hanno convinto opposizioni e parte della cittadinanza, ma soprattutto lasciano ancora spazio a una forte dose di aleatorietà. Aferpi, ricordano dallo stesso Comune, dovrà presentare «un masterplan dove verranno pianificate nel dettaglio l’area agroindustriale, quella contigua a Città Futura, Città Futura e il quartiere Poggetto-Cotone con tutte le interconnessioni e fruizioni». Documenti che ancora non ci sono, mentre la Variante Aferpi attende l’approvazione a una settimana esatta da oggi.

L. A.