La nuova società si occuperà anche di refitting e realizzazione imbarcazioni

Pim, a Piombino nasce un polo «eco-compatibile» per la demolizione navale

Investimenti per 14 milioni di euro e 200 posti di lavoro. In concessione 103.295mq di aree portuali per 40 anni

[9 settembre 2016]

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Ogni anno almeno mille navi di medie dimensioni (molte della quali di proprietà di armatori europei) terminano il loro ciclo vita: che fine fanno? Troppe sono smantellate nei Paesi del sud est asiatico con la pericolosa – in primis per i poveri operai che la compiono, non di rado lavorando sulle navi a mani nude – e altamente inquinante tecnica dello “spiaggiamento”. Una pratica socialmente e ambientalmente inaccettabile, cui il regolamento UE 1257/2013 contribuisce a porre fine imponendo agli Stati membri di utilizzare solo impianti di riciclaggio e demolizione che usano metodi e procedure sicuri e ambientalmente compatibili: impianti che, ormai è certo, nasceranno a breve anche a Piombino.

Sono state apposte oggi a Firenze le firme che consentono alla neo costituita società Pim – Piombino industrie marittime di insediarsi nelle nuove aree portuali disponibili in loco: aree che vanno in concessione a Pim per un periodo di 40 anni, per una superficie totale di 103.295 metri quadrati (80.922 già realizzati e altri 22.373 di prossima realizzazione, terminati entro 12 mesi). L’obiettivo della Pim – composta dal cantiere genovese San Giorgio del Porto e dalla livornese Fratelli Neri – è quello di iniziare a realizzare le infrastrutture nei primi mesi del 2017 e avviare le attività nella seconda metà del prossimo anno, per realizzare infine un polo di eccellenza nazionale dedicato alla demolizione, al refitting (ossia le riparazioni e trasformazioni navali) e infine alla realizzazione di imbarcazioni, un elemento quest’ultimo finora non scontato del progetto.

«Quello che Pim realizzerà a Piombino – commenta il presidente della Regione, Enrico Rossi – sarà l’unico polo portuale del Mediterraneo per demolizioni, manutenzioni e refitting navali conforme alle normative europee. Quella di oggi è una firma storica per la Val di Cornia e la Toscana perché, grazie ad un massiccio intervento finanziario della Regione sul porto per oltre 110 milioni di euro, siamo stati in grado di dare un futuro a quest’area e una accelerazione alla portualità toscana. È la mano pubblica che ha creato una infrastruttura di livello europeo, con fondali di 20 metri e attrattiva per gli imprenditori privati e quindi in grado di generare nuova occupazione».

L’atto sottoscritto oggi consente così alla Pim di insediarsi nel porto di Piombino e iniziare la costruzione di capannoni e strutture, avviando investimenti quantificabili in circa 14 milioni di euro, con prospettive occupazionali, a regime, per circa 200 lavoratori e con un significativo beneficio economico per l’indotto.

«Il punto di partenza dell’attività di Pim, la demolizione navale eco-compatibile – ha dichiarato  il presidente della società, Piero Neri – rappresenta una sfida nuova che l’Europa ha deciso di accettare ed alla quale noi con SGdP abbiamo deciso di partecipare».

La nuova infrastruttura partirà con l’attività garantita dall’accordo con il ministero della Difesa e la Marina militare per lo smantellamento di navi militari previsto dall’accordo di programma per l’area di crisi industriale complessa, ma proseguirà nei contatti con il mercato armatoriale privato per assicurarsi altre commesse. «Con il polo di Piombino – conclude Ferdinando Garrè, amministratore delegato di Pim – l’Italia ha l’opportunità di svolgere un ruolo guida a livello europeo nelle demolizioni navali, un settore ad alto potenziale di crescita».

L. A.