Piombino, ecco cosa prevede l’accordo per (tentare) la riconversione ecologica della siderurgia

Rossi: «E il capitalismo italiano dov’è? Esiste ancora? O si accontenta di ottenere concessioni pubbliche, o vuole vivere solo di rendita?»

[28 aprile 2014]

Il presidente della Regione Toscana ha firmato insieme ai convenuti a Palazzo Chigi l’accordo di programma per la riconversione ecologia della siderurgia di Piombino. Il presidente Rossi ha ringraziando i lavoratori per la maturità, la passione e la competenza dimostrata in questa vicenda e ha così spiegato l’accordo di programma: rappresenta la speranza e la determinazione delle istituzioni e dei lavoratori di ricostruire l’area a caldo, di fare di Piombino il centro italiano dove si continuerà a produrre acciaio in modo più ambientalmente sostenibile e con un maggior risparmio energetico. Insomma Piombino entro due o tre anni sarà un centro siderurgico all’avanguardia in Europa. Si chiude un vecchia e gloriosa storia industriale ma, ha concluso, con questa firma si riapre una nuova storia con l’obiettivo di continuare produrre acciaio a Piombino.

Si chiama “Disciplina degli interventi per la riqualificazione e la riconversione del polo industriale di Piombino“: è l’accordo di programma firmato a Roma dal presidente della Regione Toscana con la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero della Difesa, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero del lavoro e politiche sociali. Gli altri firmatari sono la provincia di Livorno, il Comune di Piombino, l’Autorità Portuale di Piombino, l’Agenzia del Demanio e l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa spa.

Grazie a questo accordo a Piombino tra il polo siderurgico e il porto arrivano 252 milioni. 110 milioni dal Governo, 142 milioni dalla Regione

• Dal Governo: 50 mln per le bonifiche e 20 mln per incentivi agli investimenti.
• Dalla Regione 62 mln per incentivi e 10 mln per bonifiche delle aree portuali
• Dal Governo per l’ammodernamento del porto 40 milioni e dalla Regione per il porto 70 milioni

Mancano al momento le risorse per la viabilità di raccordo tra il porto e la superstrada, ma nell’accordo c’è nero su bianco l’impegno del governo a “ricercare le risorse per il completamento dell’autostrada tirrenica prevedendo anche un integrazione di risorse pubbliche”.

L’accodo sancisce l’impegno complessivo di tutti i soggetti a fare di Piombino un polo siderurgico fra i più competitivi ed ecologici d’Europa

L’accordo ribadisce che “é interesse dei soggetti sottoscrittori del presente accordo di programma, in un arco temporale definito e concordato, il recupero ambientale e la riqualificazione delle attività produttive, la reindustrializzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali, previo risanamento ambientale delle aree interessate.”

Viene definito “Obiettivo comune” il “sostegno a processi di trasformazione industriale del ciclo produttivo di metallo liquido dello stabilimento Lucchini spa di Piombino” grazie a tecnologie che presentino “un miglioramento delle prestazioni ambientali ed energetiche del processo a caldo” e che “consentano maggiore flessibilità produttiva, ivi compreso l’uso della fusione elettrica”.

L’accordo ribadisce che “una delle potenziali direttrici di reindustrializzazione dell’area è costituita dal potenziamento delle attività portuali” attraverso “attività di smantellamento delle navi di manutenzione e refitting navale” anche grazie ad “un adeguato bacino di galleggiamento e/o carenaggio” .

Il Governo si impegna “a rendere disponibili navi da smantellare del Ministero della Difesa” e lo stesso Ministero entro tre mesi da oggi definirà un “cronoprogramma” di dismissione “anche in termini di numerosità e tonnellaggio”. Il ministro Pinotti ha confermato che sono già in lista di attesa per la rottamazione 38 navi.

L’accordo definisce “una complessiva e unitaria manovra di intervento sull’area di crisi industriale complessa di Piombino” con un “progetto di messa in sicurezza, riconversione e riqualificazione dell’area industriale.”

Tre gli assi di intervento dell’accordo.

• Il primo riguarda la riqualificazione ambientale e produttiva del sito produttivo con due azioni: a) la riconversione e l’efficientamento energetico e il miglioramento ambientale del ciclo dello stabilimento e b) il progetto integrato di messa in sicurezza e reindustrializzazione delle aree della Luccini (proprietà e concessione) nel comune di Piombino.
• Il secondo riguarda la riconversione e riqualificazione produttiva dell’area di crisi industriale complessa di Piombino con 4 azioni: a) il potenziamento della viabilità dell’area portuale con il completamento della bretella con l’autostrada A12 – Lotto Gagno-Montegemoli b) il potenziamento delle attività portuali per smantellamento, manutenzioni e refitting navale c) il rafforzamento produttivo dell’area di crisi industriale di Piombino d) la razionalizzazione delle infrastrutture energetiche del polo industriale di Piombino
• Il terzo riguarda le politiche attive del lavoro e le misure di reimpiego anche in progetti di riconversione. Due le azioni: a) riqualificazione del personale b) misure per il reimpiego anche in progetti di riconversione

Per quanto riguarda il progetto di riconversione dello stabilimento Lucchini (asse 1 azione 1) Ministero dell’economia e Regione valutano la possibilità di incentivare uno o più progetti rivolti a maggiore efficienza energetica e riduzione dell’impatto ambientale. Entro 6 mesi dall’acquisto del complesso industriale (tutto o in parte) l’acquirente deve chiedere le agevolazioni.

Per quanto riguarda la bretella di collegamento all’Autostrada, il Governo si impegna a indire la conferenza dei servizi che approvi il progetto definitivo del tratto Geodetica – Gagno entro luglio 2014. Per il tratto da Gagno a Poggio Batteria, dove esiste da parte di Sat la sola progettazione, il Governo si impegna a individuare risorse aggiuntive.

Regione, Provincia, Comune di Piombino e Autorità portuale costituiscono una Cabina di Regia, aperta ai sindacati, per coordinare gli interventi e i rapporti con i Ministeri firmatari dell’accordo.

Il corposo accordo firmato dalle autorità, spiega infine Rossi, «serve a rilanciare la speranza e dare la prospettiva di sostituire l’area a caldo con una tecnologia avanzata, tuttavia questa non è una giornata di cui dichiararsi soddisfatti. Oggi inizia la chiusura dell’altoforno ed è un momento drammatico. Siamo con la morte nel cuore». Il presidente, infine, chiosa sulla sua pagina Facebook affermando che tutti a Piombino sono stati chiamati in causa «per questa situazione di incertezza drammatica, e alla politica, giustamente, si chiede ci assumersi le sue responsabilità. Ma fatemi dire: anche con molta creatività la regione e il governo hanno messo centinaia di milioni a sostegno di un progetto a cui la classe operaia ha dato un contributo fondamentale. E il capitalismo italiano dov’è? Esiste ancora? O si accontenta di ottenere concessioni pubbliche, o vuole vivere solo di rendita? Senza chiamare il capitalismo italiano alle sue responsabilità non si arresterà il declino industriale».