Insieme al prodotto torneranno scarti e rifiuti, che stavolta non possiamo ignorare

Piombino tornerà a produrre acciaio: Aferpi sigla l’accordo per il forno elettrico

Avrà una capacità installata di oltre 1 milione di tonnellate, almeno 200 milioni di euro di investimento

[25 marzo 2016]

aferpi piombino

Dopo otto mesi di attesa, che Aferpi precisa siano serviti ai tecnici e ai manager dell’azienda «per  studiare ed approfondire tutti i temi afferenti il piano industriale per il rilancio del polo siderurgico», arriva l’ufficialità da parte della proprietà algerina: è stato siglato nella serata di ieri accordo con la multinazionale tedesca «SMS Group per la fornitura della nuova acciaieria elettrica e del nuovo impianto di laminazione rotaie». Piombino tornerà a produrre acciaio.

La trattativa con SMS Demag è stata condotta da Issad Rebrab in persona, siglando un’intesa per impianti che« vedranno le tecnologie più attuali ed all’avanguardia in termini di qualità e produttività. L’acciaieria elettrica – spiega Aferpi – avrà una capacità installata di oltre 1 milione di tonnellate dotata di tecnologia per la produzione di acciai speciali, caratterizzata dagli ultimi ritrovati in fatto di riduzione del consumo energetico oltre ad un nuovo impianto di laminazione di ultima generazione della capacità di 750.000 tonnellate in grado di produrre rotaie da 120 metri con fungo indurito, garantendo così anche la possibilità di produrre anche travi, palancole e profili in acciai speciali».

Secondo gli esperti di Siderweb le scelte impiantistiche adottate comportano «un investimento di circa 250 milioni (il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, con più cautela parla di 200 milioni di euro, ndr)», e consentiranno di presentarsi sul mercato «nei primi mesi del 2018». Il forno elettrico «sarà in grado di produrre oltre un milione di tonnellate all’anno di acciaio, consentendo – dettagliano dal portale dedicato alla siderurgia italiana – cariche con preridotto e ghisa, oltre che con rottame di qualità. Sarà dotato di un forno di preriscaldo, alimentato dai fumi di processo, che consentirà di caricare il materiale già ad una temperatura di circa 700 gradi. Notevole il risparmio energetico, che potrebbe consentire ad Aferpi di ottenere i contributi statali previsti dai certificati bianchi, oltre a un decisivo miglioramento ambientale, riducendo la dispersione di gas nocivi in atmosfera».

Come dovrebbe essere ben noto a Piombino, dove da decenni (per non dire dall’epoca etrusca) si sono prodotti milioni di tonnellate l’anno di scarti e rifiuti derivanti dalla produzione siderurgica, l’entrata in funzione del forno elettrico non pone soltanto l’accento sull’aspetto energetico o emissivo, ma anche e soprattutto su quello dei flussi di materia. Il tema del riciclo, dell’inertizzazione e dello smaltimento in sicurezza di tutto ciò che non è riciclabile rimane centrale per Piombino – dove ancora oggi sono presenti più di 800 ettari da bonificare, rialzati di 10 metri dal piano di campagna causa scorie e rifiuti –, ma lo diventa ancor più adesso che la prospettiva di tornare a produrre acciaio si avvicina concretamente.

Anche con le migliori tecnologie possibili, come non ci stanchiamo di ripetere, produrre acciaio da forno elettrico per 1 milione di tonnellate l’anno significa che ogni 12 mesi esiteranno circa 150mila tonnellate di scorie di processo trattabili, senza contare il quantitativo di Paf (polveri di abbattimento fumi da inertizzare e smaltire). Che fine faranno? L’ignavia dei decenni passati non è più proponibile, mentre il progetto Rimateria – ormai lanciato sul territorio – offre una soluzione concreta e sostenibile, cui a maggior ragione adesso dovrà esser dato rapidamente spazio.

Nel frattempo, la soddisfazione per l’accordo trovato da Aferpi su forno elettrico e impianto di laminazione arriva unanime da istituzioni e sindacati. «Conosceremo maggiori dettagli nei prossimi giorni – dichiara Massimo Giuliani, sindaco di Piombino – ma  le scelte tecnologiche  fatte ci pongono all’avanguardia del mercato siderurgico per i prodotti di qualità «Questo importante risultato è il frutto delle lotte dei lavoratori e del lavoro della Fiom – affermano i metalmeccanici Cgil – Piombino vive e guarda avanti. I tempi saranno lunghi ma dovranno concludersi. Diventerà obbligatorio fare un accordo con l’azienda per avere l’estensione dei contratti di solidarietà per tutti i lavoratori entro il 6 novembre 2016 data in cui tutti entreranno in Aferpi. L’accordo deve diventare bancabile ed il tempo previsto per chiudere il cerchio con le banche è di 3 mesi».

Ringraziamenti al sindacato e a Rebrab, imprenditore «che sta mantenendo gli impegni», arrivano dal presidente della Regione Enrico Rossi, da sempre in prima linea per Piombino. «Ogni passo che compie il progetto per Piombino – conclude Rossi – è un contributo alla ripresa per tutta l’economia della costa toscana, che deve tornare a giocare un ruolo importante nell’industria manifatturiera italiana e dell’area mediterranea».